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I grandi classici : MUSIL

Siamo quì per approfondire una frase di https://andreabiascacaroni.org/2026/06/12/prolegomeni-a-una-storia-delle-macchine-salvifiche/, p.36

Ogni volta che un gruppo umano si convince di possedere una chiave esclusiva per interpretare il mondo, inizia un processo di irrigidimento. Il linguaggio si semplifica. Le ambiguità vengono eliminate. Le domande diventano sospette. Il mistero viene sostituito dalla certezza. Ma la realtà possiede una strana ostinazione. Continua a eccedere ogni sistema che tenta di contenerla. Forse è per questo che le opere più profonde del Novecento non sono state scritte da ideologi ma da narratori. Kafka. Borges. Musil. Broch. Tarkovskij nel cinema. Essi avevano compreso qualcosa che le grandi costruzioni teoriche tendevano a dimenticare. Che il mondo è più vasto delle sue spiegazioni. Che il significato non coincide mai completamente con le formule che cercano di catturarlo. Che l’enigma non è un difetto della conoscenza ma una delle sue condizioni. In questo senso, la vera alternativa alla tecnocrazia non è il rifiuto della tecnica. Così come la vera alternativa al dogmatismo spirituale non è il rifiuto dello spirito. L’alternativa consiste nel conservare uno spazio per l’incertezza.

È forse l’elogio dell’incertezza, o meglio del mistero che ci salva dal finire come Musil. C’è chi si è spinto a paragonare “L’uomo senza qualità” di Musil alla “Divina Commedia”. Ma è opportuno sottolineare una sostanziale differenza: nello sconfinato labirinto di Musil, che è anche il nostro labirinto, c’è solo un purgatorio astratto e senza uscita. E che non lascia intravedere né consolazione, né salvezza. Quindi siccome quello che crediamo ci conduce ecco che dopo aver letto questa articolo è bene che torniate a questo link e continuiate a elevare il vostro spirito al di sopra del labirinto.

Il profilo intellettuale

Prima di dedicarsi interamente alla letteratura, Musil ebbe una formazione accademica eclettica che influenzò profondamente la sua scrittura: [3]

  • Si diplomò in ingegneria meccanica a Brno.
  • Conseguì un dottorato in filosofia e fisica a Berlino con una tesi sull’epistemologia di Ernst Mach.
  • Rifiutò la carriera accademica per dedicarsi alla scrittura, integrando lo scetticismo filosofico e il rigore matematico nei suoi testi. [2, 4, 5, 6]

Opere principali

  • L’uomo senza qualità (Der Mann ohne Eigenschaften): È il suo capolavoro assoluto, rimasto incompiuto alla sua morte. Ambientato a Vienna alla vigilia della Prima Guerra Mondiale, il romanzo è un’immensa e ironica radiografia della crisi dell’Impero austro-ungarico e dell’identità dell’uomo moderno, privato di certezze e ridotto a un insieme di relazioni funzionali. [1, 5, 6, 7]
  • I turbamenti del giovane Törless (Die Verwirrungen des Zöglings Törleß, 1906): Il suo fulminante romanzo d’esordio. Di forte impronta autobiografica, esplora le tensioni psicologiche e sessuali all’interno di un rigido collegio militare. [3, 4, 6, 8]
  • Tre donne (Drei Frauen, 1924): Una celebre raccolta di novelle che indaga i moti dell’anima e la complessità delle relazioni umane attraverso lo scavo psicologico. [2]

Costretto all’esilio in Svizzera dopo l’annessione dell’Austria alla Germania nazista, Musil morì improvvisamente a Ginevra in condizioni di isolamento e povertà, lasciando la sua opera maggiore incompiuta. [3, 6]

Desideri approfondire la trama de L’uomo senza qualità, analizzare le influenze filosofiche di Ernst Mach sul suo stile o ricevere consigli su quali delle sue opere minori leggere?

Ecco un approfondimento completo e strutturato sull’universo intellettuale, biografico e letterario di Robert Musil. [1]


1. La Biografia e la “Doppia Anima” (Scienza e Poesia)

Nato a Klagenfurt nel 1880, Musil visse in un ambiente colto e fortemente orientato al progresso tecnico (il padre era un noto ingegnere e docente universitario). La sua vita fu un costante pendolarismo tra l’esattezza matematica e l’irrazionalità dell’animo umano: [1, 2, 3]

  • La formazione: Frequentò i severi collegi militari di Eisenstadt e Mährisch-Weißkirchen, per poi laurearsi in ingegneria meccanica a Brno. Successivamente, a Berlino, si laureò in filosofia e fisica, studiando approfonditamente la psicologia sperimentale e inventando persino uno strumento per lo studio della percezione cromatica (il disco cromatico di Musil). [2, 4, 5, 6]
  • La guerra e la svolta: Combatté come ufficiale nella Prima Guerra Mondiale sul fronte italiano. Questo conflitto segnò il crollo definitivo della civiltà mitteleuropea. [7, 8, 9]
  • L’esilio e la povertà: Sposò nel 1911 Martha Marcovaldi. Con l’ascesa del nazismo e l’Anschluss dell’Austria nel 1938, i suoi libri vennero banditi a causa delle origini ebraiche della moglie. Si rifugiò a Ginevra, in Svizzera, dove visse isolato e in estrema indigenza economica fino alla morte, avvenuta improvvisamente per un ictus nel 1942. [1, 4, 10]

2. Il Capolavoro: L’uomo senza qualità

Non è semplicemente un romanzo, ma una monumentale enciclopedia filosofica della crisi moderna. [9]

  • La trama e l’Azione Parallela: Ambientato a Vienna tra il 1913 e il 1914. La trama ruota attorno alla pianificazione dell’“Azione Parallela”, un comitato burocratico e aristocratico incaricato di organizzare il giubileo del 1918 per i 70 anni di regno dell’imperatore Francesco Giuseppe. L’ironia tragica di Musil sta nel fatto che il lettore sa ciò che i personaggi ignorano: l’anno 1918 segnerà la fine dell’Impero e la catastrofe della guerra. [11]
  • Chi è Ulrich? Il protagonista è un matematico di 32 anni. È “senza qualità” non perché ne sia privo, ma perché possiede un’intelligenza così scientifica, astratta e distaccata da rifiutare di identificarsi con un ruolo fisso imposto dalla società borghese. Vive la vita come un “esperimento” continuo. [12]
  • Temi chiave: Il contrasto tra l’esattezza logica e l’anima, l’erotismo mistico (nella seconda parte, attraverso il rapporto simbiotico tra Ulrich e la sorella Agathe), e il concetto di “senso della possibilità” (la capacità di pensare che tutto ciò che è potrebbe anche essere diversamente).

3. Le altre Opere Fondamentali

Oltre al suo capolavoro, la produzione di Musil attraversa generi differenti, mantenendo sempre un’affilata lucidità analitica: [13, 14]

  • I turbamenti del giovane Törless (1906): Il primo romanzo. Racconta le prime esperienze sessuali, le crisi cognitive e gli atti di sadismo psicofisico tra gli adolescenti di un collegio militare. Molti critici vi hanno letto, a posteriori, una spaventosa e profetica anticipazione delle dinamiche totalitarie e del fascismo.
  • Tre donne (1924): Raccolta di tre novelle (Grigia, La portoghese, Tonka) incentrate su figure femminili enigmatiche che portano i protagonisti maschili a smarrire le loro certezze razionali di fronte alla natura e all’amore.
  • Pagine postume pubblicate in vita (1936): Un’antologia di prose brevi, a metà tra l’elzeviro giornalistico, l’aforisma e lo schizzo satirico, in cui Musil condensa la sua sferzante ironia sulla stupidità sociale e i paradossi della modernità.
  • Il Teatro: Scrisse drammi di stampo intellettuale come Gli entusiasti (Die Schwärmer, 1921) e la commedia Vincenzo e l’amica degli uomini importanti (1923), opere complesse nate più per la lettura filosofica che per la pura messa in scena. [14, 15, 16, 17]

4. Il Pensiero e lo Stile: L’Epistemologia di Ernst Mach

La scrittura di Musil risente direttamente del filosofo Ernst Mach, su cui Musil scrisse la propria tesi di dottorato.
Secondo questo pensiero, l’Io non è un’entità solida e fissa, ma un flusso mutevole di sensazioni e relazioni funzionali. Di conseguenza, lo stile musiliano rifiuta la narrazione tradizionale basata su fatti lineari; preferisce l’indagine saggistica, le digressioni matematiche, le metafore scientifiche e l’uso dei “numeri immaginari” per spiegare i vuoti esistenziali dell’anima. [3, 6, 10]

ElementoLetteratura TradizionaleLa Visione di Musil
L’Io / PersonaggioIdentità stabile, coerente, con precise “qualità” sociali.Dissolto, instabile, un insieme di possibilità non realizzate.
La RealtàUn insieme oggettivo di fatti da raccontare cronologicamente.Una rete di relazioni funzionali e sensazioni relative.
Lo StileNarrazione pura, focus sull’azione e sulla trama.Saggismo lirico: fusione di precisione scientifica e poesia.

Se desideri concentrarti su un aspetto specifico, posso fornirti l’analisi dettagliata di una singola novella di Tre donne, esplorare i nodi del rapporto incestuoso e mistico tra Ulrich e Agathe nel capolavoro, oppure delineare un percorso di lettura guidato per iniziare ad affrontarlo. Come preferisci procedere?

Il legame tra Ulrich e Agathe nella seconda parte de L’uomo senza qualità rappresenta il nucleo più lirico, enigmatico e filosoficamente denso dell’intero capolavoro di Robert Musil. [1, 2]

Quando Ulrich incontra questa sorella quasi dimenticata in occasione del funerale del padre, la narrazione abbandona la graffiante satira sociale dell’Azione Parallela per addentrarsi in un esperimento esistenziale e spirituale radicale. [1, 3, 4, 5]


1. I Gemelli Siamesi e l’Androgino

Fin dal loro primo vero incontro, Ulrich e Agathe provano una sensazione di rispecchiamento assoluto. Si percepiscono e si vestono persino in modo simile, descrivendosi come “gemelli siamesi” o come le due metà di un essere originariamente unito. [2, 4]

Questo elemento richiama esplicitamente il mito platonico dell’androgino: la ricerca di una totalità perduta, in cui il maschile e il femminile si fondono per annullare la frammentazione e la solitudine dell’uomo moderno. Agathe non è semplicemente una donna amata, ma la proiezione esteriore dell’anima di Ulrich, la sua perfetta controparte speculare. [2, 4, 6]

2. L’Incesto come Rifiuto del Mondo

Nel romanzo l’incesto non va inteso in senso strettamente biologico o puramente pruriginoso, bensì come un atto di eversione metafisica e sociale. [2, 7]

  • Sublimazione morale: La loro attrazione rompe il tabù sociale e morale più rigido della civiltà occidentale. [7]
  • Spazio alternativo: Scegliendo di amarsi al di là delle leggi umane, i due fratelli creano una “zona franca”, un microcosmo isolato dal resto del mondo borghese che considerano ipocrita, svuotato di senso e ormai prossimo al collasso bellico. [6, 7]
  • La carnalità: Nelle bozze e nei capitoli postumi lasciati da Musil, la consumazione fisica dell’atto rimane ambigua, fortemente sublimata e sospesa in un eterno rinvio dialogico. L’atto in sé conta meno dell’immenso spazio mentale e spirituale che la vicinanza erotica spalanca. [3, 4, 7]

3. La via verso «L’altro stato» (Der andere Zustand)

Attraverso intensi e sfibranti dialoghi filosofici, Ulrich e Agathe cercano di fuggire dallo “stato del giorno” — la realtà ordinaria dominata dalla logica capitalista, dalla burocrazia e dalla morale convenzionale — per accedere a «l’altro stato». [2, 3, 5]

Si tratta di una vera e propria condizione mistica laica, che Musil paragona alle estasi di grandi mistici storici come Meister Eckhart o Angelus Silesius. In questo stato: [3]

  • Le barriere tra il soggetto e l’oggetto crollano.
  • Il tempo cronologico sembra fermarsi in un presente assoluto.
  • Le parole e le rigide categorie logiche perdono di significato per lasciare spazio a un’empatia e a un’intesa cosmica tra i due fratelli. [2, 3]

4. Il fallimento dell’Utopia

Nonostante la bellezza quasi religiosa di questa unione, Musil, fedele al suo spirito scientifico e disincantato, non offre una facile via di scampo. «L’altro stato» si rivela un’utopia insostenibile nel tempo. [6, 8]

I due fratelli non possono rimanere per sempre sospesi in questo limbo mistico: il rischio reale è quello di scivolare nella follia o nell’indistinzione totale, dove si perdono i confini stessi dell’Io. Il mondo esterno e la Storia (sotto forma dell’imminente catastrofe del 1914) premono alle porte del loro giardino isolato, rendendo l’unione perfetta una splendida e tragica impossibilità. [1, 6, 8]

[1] https://it.wikipedia.org

[2] https://ilrandagiorivista.com

[3] https://www.letture.org

[4] https://www.barbadillo.it

[5] https://www.youtube.com

[6] https://www.facebook.com

[7] https://www.ninoaragnoeditore.it

[8] https://www.altraparolarivista.it

[1] https://it.wikipedia.org

[2] https://www.vut.cz

[3] https://www.youtube.com

[4] https://www.penguinrandomhouse.com

[5] https://www.feltrinellieditore.it

[6] https://www.youtube.com

[7] https://archipelagobooks.org

[8] https://www.einaudi.it

[9] https://www.rsi.ch

[10] https://hls-dhs-dss.ch

[11] https://www.youtube.com

[12] https://www.youtube.com

[13] https://www.britannica.com

[14] https://www.cuepress.com

[15] https://en.wikipedia.org

[16] https://newcriterion.com

[17] https://www.skuola.net

[1] https://it.wikipedia.org

[2] https://www.rsi.ch

[3] https://www.mondadori.it

[4] https://www.feltrinellieditore.it

[5] https://www.treccani.it

[6] https://www.youtube.com

[7] https://it.wikipedia.org

[8] https://www.einaudi.it

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TRE DONNE di Robert Musil (Palingenia)

Grandi scrittori e sguardi sul mondo – 8. Robert Musil – Raiplay …


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47:49

Punto di svolta – Grandi scrittori e sguardi sul mondo – 8. Robert Musil Robert Musil non è solo il cantore della fine di un impero e …

“L’uomo senza qualità”, di Robert Musil


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Se siete arrivati fino a quì vi meritate una cosa che ho trovato questa notta nelle mie peregrinazioni e che vi ho tradotto … sarà la solita spazzatura web oppure no ? Leggere per capire …

Secondo una nuova teoria rivoluzionaria, 50.000 anni fa il nostro cervello si connetteva a un’altra dimensione, potenziando enormemente la nostra intelligenza.Questo concetto di “trasduttore” potrebbe spiegare la coscienza, i sogni, il genio e circa 90 fenomeni misteriosi.

Di Stav Dimitropoulos Pubblicato: 1 settembre 2026, 15:19

Locandina del video

Ecco cosa imparerai leggendo questa storia:

  • Lo psicologo ricercatore Robert Epstein ritiene che il cervello possa funzionare come un trasduttore collegato all'”Altro Mondo”, dal quale riceviamo informazioni che plasmano la nostra coscienza.
  • Questa teoria della trasduzione neurale (NTT) potrebbe spiegare i sogni, la coscienza, la creatività, il genio e persino l’improvviso salto cognitivo dell’umanità avvenuto 50.000 anni fa, ha dichiarato Epstein ad altri ricercatori durante una recente conferenza.
  • I ricercatori hanno discusso di possibili test per la NTT, mentre gli scettici hanno messo in discussione la mancanza di prove o di un modello matematico a supporto.

In una piacevole giornata di giugno a San Diego, un gruppo di circa 15 tra professori e ricercatori di spicco nei vari campi delle neuroscienze, della psicologia, della medicina e della fisica si è riunito a porte chiuse, in attesa di ascoltare un concetto rivoluzionario. In piedi davanti alla platea in attesa e in silenzio, il ricercatore senior in psicologia Robert Epstein, PhD, ha aperto la conferenza con un sogno.

«Raramente ricordo i miei sogni, ma per qualche ragione mi sono svegliato e mi è rimasto impresso», ha raccontato ai presenti. Si trovava a bordo di un’auto volante guidata dalla sua giovane madre, che continuava a lanciarsi in picchiata verso diversi edifici del campus di Harvard, perché lui aveva un esame e nessuno dei due riusciva a capire dove dovesse andare. Epstein si aggrappava al tetto dell’auto, guardando il terreno precipitare verso di lui. Ciò che provava non era terrore, ma «un brivido, un brivido incredibile, ripetuto più e più volte». Il sogno lo spinse a chiedersi: «Da dove diavolo proveniva un contenuto del genere?».Pubblicità – Continua a leggere qui sotto

Epstein aveva già una risposta, una teoria che ha sostenuto per quasi un decennio. Si riassume in tre parole: teoria della trasduzione neurale, o NTT. Questa teoria considera il cervello non tanto come il generatore del pensiero, quanto come un trasduttore , un dispositivo biologico che converte una forma di energia o informazione in un’altra. Il concetto in sé è tutt’altro che esotico. “Tutti gli organi sensoriali sono trasduttori”, afferma Epstein, fondatore e direttore emerito dell’American Institute for Behavioral Research and Technology. Gli occhi trasformano la luce in segnali neurali, le orecchie trasducono le onde di pressione dell’aria e i recettori nel naso rispondono alle sostanze chimiche presenti nell’aria. Persino la pelle converte pressione, temperatura e consistenza in segnali neurali. “L’intero corpo è avvolto da trasduttori dalla testa ai piedi”, afferma.

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Ma c’è una “piccola cosa” che Epstein vuole aggiungere.

«L’unica cosa che aggiungo, l’unica piccola cosa che aggiungo, è che il cervello stesso è un trasduttore che stabilisce un diverso tipo di connessione». Epstein non sa ancora esattamente dove o cosa sia questo trasduttore, ma ha un’idea di dove potrebbe condurre la connessione. Lo chiama “OS”. Le iniziali portano con sé una deliberata ambiguità: il più ingegneristico “Sistema Operativo” o il più spirituale, metafisico “Altro Lato”. Epstein non pretende di sapere cosa sia effettivamente l’OS. Tra le possibilità ci sono una dimensione superiore, un livello di realtà a frequenza più elevata o un altro universo.

Ma se un simile collegamento esiste, cosa potrebbe effettivamente viaggiare attraverso di esso? Per Epstein, forse informazioni, ispirazione, genio, o persino la ragione per cui la specie umana è stata “elevata” a un’intelligenza superiore.

A questo punto Epstein ha invitato il suo pubblico a tornare indietro nel tempo di circa 50.000 anni. Qualcosa di strano e senza precedenti accadde allora, ha detto. Gli esseri umani anatomicamente moderni erano comparsi molto prima, eppure per millenni mancarono della successiva esplosione di arte, linguaggio e pensiero astratto, le caratteristiche che associamo agli esseri umani moderni. Poi, secondo NTT, nacque un neonato umano il cui cervello stabilì non solo una connessione trasduttiva, ma una “connessione ottimale” con un’intelligenza superiore, ha affermato Epstein: una connessione che “elevò drasticamente la nostra stessa intelligenza”. Se il tratto fosse ereditario e offrisse un enorme vantaggio in termini di sopravvivenza, ha continuato Epstein, potrebbe essersi diffuso rapidamente nella popolazione umana.

Questa connessione ottimale risolve quello che lui chiama il “problema dell’elevazione” di Charles Darwin. “Perché le scimmie non hanno acquisito le facoltà intellettuali dell’uomo?”, si chiedeva lo stesso Darwin nella sesta edizione de L’origine delle specie , prima di ammettere che le possibili spiegazioni rimanevano congetturali.Pubblicità – Continua a leggere qui sotto

Naturalmente Darwin non era interessato ai trasduttori. “Ma per passare dalla selezione naturale alla NTT mi basta un piccolo salto”, afferma Epstein. “Credo, pur non potendo provarlo, che mentre l’evoluzione produceva nuove specie nel corso di milioni di anni, producesse anche trasduttori che ci collegavano in qualche modo ad altre dimensioni o universi.”

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“Forse abbiamo difficoltà a ricordare i sogni perché non li generiamo noi, ma perché vengono trasmessi in streaming dal sistema operativo.”

Dove, precisamente, avvenga questa ipotetica trasduzione nel cervello è un’altra questione; Epstein non lo sa. Ha però avanzato diverse ipotesi, che vanno dal claustro , una sottile lamina di neuroni situata in profondità nel cervello, alla ghiandola pineale , il minuscolo organo che il filosofo del XVII secolo René Descartes considerava la sede principale dell’anima, fino a speciali percorsi neurali. Oppure, potrebbe trattarsi di qualcosa di più ampio, e “l’intero cervello potrebbe funzionare come un organo trasduttore”, che è la premessa del suo prossimo libro, The Transductive Brain (Il cervello trasduttivo ).

Epstein, ultimo studente di dottorato del leggendario comportamentista di Harvard BF Skinner, ha cercato di dimostrare fino a che punto si possa estendere l’idea di trasduttori che ci connettono a un’altra dimensione. In un articolo preliminare del 2026, scritto con Liancheng Zhao, all’epoca stagista di ricerca presso l’istituto di ricerca comportamentale e tecnologica di Epstein in California, i due hanno sviluppato quelli che chiamano i diagrammi di Epstein-Zhao: semplici schemi che raffigurano ipotetici canali tra il cervello e il sistema operativo. Variando alcune proprietà – se le informazioni viaggiano verso o lontano dal cervello, la “larghezza di banda” della connessione, la sua distorsione o se la connessione è interrotta – i diagrammi propongono spiegazioni basate sulla teoria dei trasduttori non lineari (NTT) per fenomeni che altrimenti sembrano avere poco in comune.

La loro lista spazia dalla coscienza ordinaria , ai sogni, all’inconscio, al genio, alla schizofrenia e ai pensieri intrusivi, fino ad arrivare a territori ben più controversi, tra cui la telepatia, i ricordi di vite passate, la lucidità terminale e la comunicazione con i morti. A luglio, la lista si avvicinava ai 90 fenomeni diversi.

Per la coscienza normale, il loro schema teorizza una connessione bidirezionale tra il cervello e il sistema operativo. Per l’incoscienza, NTT propone che la connessione sia interrotta. I sogni ribaltano la situazione: un segnale forte ma distorto viaggia in una sola direzione, dal sistema operativo al cervello – la spiegazione proposta da Epstein per il contenuto bizzarro dei sogni. “Forse abbiamo difficoltà a ricordare i sogni perché non li generiamo, perché vengono trasmessi in streaming dal sistema operativo”, ha detto ai presenti. Il genio, invece, è rappresentato come una connessione particolarmente forte e relativamente non distorta.Pubblicità – Continua a leggere qui sotto

Ed è proprio questo il punto, ovvero mettere sullo stesso piano fenomeni così disparati. Epstein sostiene che la forza della NTT risiede nella sua aderenza al principio di parsimonia , o rasoio di Occam: l’idea che, a parità di altre condizioni, la spiegazione più semplice sia preferibile. Nel caso della NTT, ciò significa che un singolo meccanismo potrebbe spiegare molti fenomeni apparentemente non correlati. “Questa è una teoria estremamente parsimoniosa”, afferma. “Non ho prove che la NTT sia vera, così come Darwin non aveva prove che la sua teoria fosse vera. Ma lui aveva la parsimonia dalla sua parte, e anch’io ce l’ho.”

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La questione, quindi, è se la NTT possa essere messa alla prova. Dopo la conferenza, Epstein mi ha detto che i colloqui avevano prodotto 20 possibili metodi di verifica. A differenza degli scienziati che studiano fenomeni inaccessibili come i buchi neri, afferma, i neuroscienziati hanno accesso diretto all’organo in cui potrebbe avvenire la trasduzione. “Abbiamo centinaia di laboratori e disponiamo di ogni tipo di sofisticata apparecchiatura di scansione.”

Alcuni degli scienziati presenti nella stanza possedevano già strumenti che potevano essere utilizzati per affrontare il problema. Mayank Mehta, PhD, professore alla UCLA e direttore del WM Keck Center for Neurophysics, si è alzato e ha descritto una stanza costruita dal suo laboratorio, schermata dalle interferenze elettromagnetiche e dai suoni esterni. I ricercatori possono introdurre campi elettromagnetici, anche estremamente deboli, e osservare cosa accade ai dendriti e all’attività cerebrale. Per Mehta, tuttavia, le possibilità sono solo un punto di partenza: le teorie devono diventare quantitative, misurabili e verificabili sperimentalmente, ha affermato.

Alysson Muotri, PhD, professore all’UC San Diego, sta introducendo un nuovo campo di indagine sperimentale: gli organoidi cerebrali umani , tessuti neurali tridimensionali coltivati ​​a partire da cellule staminali. Una possibilità, mi ha spiegato dopo la conferenza, sarebbe quella di condurre esperimenti con questi organoidi e ipotizzare che qualsiasi comunicazione ipotetica con il sistema operativo coinvolga campi elettromagnetici o vibrazioni quantistiche. In tal caso, proverebbe a bloccare quel segnale e a osservare gli effetti. Il problema, tuttavia, è sapere esattamente cosa bloccare, dato che la natura stessa del sistema operativo rimane sconosciuta. Alla domanda se avesse intenzione di iniziare presto questo tipo di ricerca, Muotri ha risposto: “Sì, sì. È una priorità, no?”.

Sebbene quei due allestimenti di laboratorio possano offrire un’opportunità sperimentale in futuro, altri presenti in sala si sono mostrati più scettici. Mentre Kenneth Kosik, medico e professore di neuroscienze all’UC Santa Barbara, ha definito le improvvise ispirazioni discusse alla conferenza “davvero fenomenali”, la sensazione generale era semplicemente di fascino. “Direi che non si tratta di prove. Direi che è solo fenomenologia”, mi ha detto dopo la conferenza.Pubblicità – Continua a leggere qui sotto

La maggiore difficoltà è stata sollevata riguardo all’affermazione che le informazioni potessero provenire da un luogo esterno al cervello. Da dove, esattamente? “Ho provato a insistere un po’, ma non ho mai sentito Epstein o chiunque altro avanzare un’idea che indicasse che sapessero esattamente cosa fosse questa entità”, ha detto Kosik. “Li incalzi e loro rispondono: ‘Non lo so'”.

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Per Kosik, una teoria della trasduzione avrebbe dovuto, in ultima analisi, diventare matematicamente trattabile. “Le teorie acquisiscono credibilità solo se si riesce a sviluppare un modello matematico”, ha affermato. Alla conferenza, tuttavia, non ha visto alcun modello di questo tipo: “Non c’era alcun modello matematico. Solo parole.”

Epstein riconosce il suo “piccolo salto” dalla selezione naturale alla NTT . Ma se la teoria dovesse finalmente essere sottoposta a una solida verifica sperimentale, ritiene che le implicazioni potrebbero essere enormi.

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Ha sottolineato lo strano ruolo che i sogni hanno talvolta svolto nelle scoperte scientifiche. Il premio Nobel Otto Loewi , ha raccontato Epstein al suo pubblico a San Diego, ebbe l’idea per l’esperimento che contribuì a stabilire la teoria della trasmissione chimica tra i neuroni da un sogno. “Fu abbastanza perspicace da annotare i dettagli di questo sogno nel buio più totale”, ha detto Epstein. All’alba, tuttavia, Loewi non riuscì a decifrare i suoi appunti né a ricordare il sogno. Poi, la notte successiva, il sogno tornò. Questa volta, ha detto Epstein, Loewi “si vestì e andò nel suo laboratorio. Vinse il Premio Nobel per il lavoro che aveva iniziato quella notte”.

“Se la teoria NTT è vera, e possiamo verificarlo in modo credibile, allora uno di noi, o forse un gruppo di noi, potrebbe un giorno essere un buon candidato per quel premio”, è stata una delle ultime osservazioni di Epstein ai ricercatori riuniti.

E supponiamo che una di queste menti brillanti riesca effettivamente a scoprire cosa – se c’è qualcosa – si trova sul Sistema Operativo. Siamo sicuri di voler entrare in quel regno con cautela? Per Epstein, vivere in quella che lui definisce “patetica ignoranza” è comunque inaccettabile. Inoltre, crede che qualunque cosa possa esistere nell'”Altro Lato” abbia inviato contenuti straordinari ad almeno alcuni di noi per 50.000 anni. Coloro che sono particolarmente sensibili a questa connessione, sostiene, potrebbero aver ricevuto alcune delle più grandi intuizioni dell’umanità, del tipo associato a geni come Einstein o Beethoven.

Speriamo che il sistema operativo, se esiste, non si offenda se finalmente lo cerchiamo.

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