L’uomo è abilissimo a “contarsela su” come si dice nel nostro dialetto. Un’esempio di questa straordinaria capacità è il seguente aneddoto :
Nei suoi celebri discorsi sull’alchimia e sulla storia della coscienza, il filosofo ed etnobotanico Terence McKenna ha spesso citato questo singolare aneddoto storico per evidenziare i paradossi della scienza moderna. [1]
La visione di Cartesio
McKenna faceva riferimento a un evento realmente documentato dallo stesso René Descartes (Cartesio) nei suoi diari privati (raccolti nell’Olympica). Nella notte del 10 novembre 1619 (McKenna a volte cita erroneamente il 1620), mentre si trovava a Neuburg an der Donau in Germania, il giovane filosofo francese ebbe una serie di tre sogni consecutivi eccezionalmente vividi. [1]
Secondo il resoconto storico e l’interpretazione che ne dà McKenna nelle sue conferenze (come Unfolding the Stone o The Alchemical Dream):
- L’apparizione: A Cartesio apparve uno “spirito di verità” o un angelo radioso. [2, 3]
- La rivelazione: Questa entità gli rivelò la chiave di volta del pensiero scientifico moderno, pronunciando o ispirando il concetto fondamentale: “La conquista della natura deve essere ottenuta attraverso la misura e il numero”. [1, 3]
- Il paradosso moderno: Quella notte pose le basi metodologiche del razionalismo e della fisica cartesiana, portando alla distinzione netta tra mente (res cogitans) e materia (res extensa). [1]
Perché McKenna lo raccontava?
McKenna utilizzava questa storia con ironia e intento provocatorio durante i suoi dibattiti sulla psichedelia, lo sciamanesimo e i limiti del materialismo: [4, 5]
- L’origine mistica del razionalismo: McKenna amava far notare l’immensa ironia del fatto che la scienza moderna occidentale, rigidamente materialista e scettica verso il sovrannaturale o le visioni, sia stata in realtà fondata su indicazione diretta di una visione angelica. [1, 3]
- Il contatto con il “Logos”: Per McKenna, l’esperienza di Cartesio non era diversa dai contatti con entità ultraterrene o intelligenze aliene sperimentate dagli sciamani o da chi assume sostanze psichedeliche. Dimostrava come le grandi svolte evolutive umane arrivino spesso da intuizioni profonde nate direttamente dal mondo dei sogni o dall’inconscio collettivo. [6, 7, 8]
Ma Esplorariamo cosa accadde esattamente nei tre sogni di Cartesio secondo i testi storici :
La notte del 10 novembre 1619, mentre si trovava bloccato dall’inverno a Neuburg an der Donau, il ventitreenne Cartesio si chiuse in una stanza riscaldata da una stufa (poêle). Lì visse un’intensa crisi spirituale che culminò nei tre sogni consecutivi registrati nel suo diario perduto Olympica (e giunti a noi grazie alla biografia del 1691 scritta da Adrien Baillet).
Cartesio interpretò immediatamente questi sogni non come semplici fantasie, ma come una rivelazione divina destinata a indicargli la missione della sua vita: fondare una scienza universale e unitaria.
🌪️ Il Primo Sogno: Il Vento Spettrale
Nel primo sogno, Cartesio cammina per strada e viene assalito da fantasmi e spiriti maligni che lo spaventano.
- La debolezza: Sente una forte debolezza sul lato destro del corpo e cammina zoppicando.
- La tempesta: Un vento violentissimo (un turbine) lo travolge, costringendolo a girare su se stesso per tre o quattro volte come una trottola.
- Il rifugio: Vede il collegio di una chiesa (probabilmente un richiamo alla sua educazione gesuita) e cerca di rifugiarsi lì per pregare. Nel cortile cerca di salutare un conoscente, ma il vento lo spinge violentemente contro la chiesa. Qualcuno in mezzo al cortile gli dice che un uomo di nome “Signor N.” ha qualcosa da regalargli (un melone).
- Il risveglio: Si sveglia improvvisamente con un dolore reale al fianco sinistro. Terrorizzato dal fatto che potesse trattarsi dell’opera di un demone malvagio, prega Dio per essere protetto.
⚡ Il Secondo Sogno: Il Colpo di Fulmine
Dopo essersi riaddormentato, Cartesio si ritrova in una stanza e avverte un rumore acuto e terrificante, che scambia per un tuono.
- Le scintille: Subito dopo, vede la stanza riempirsi di migliaia di scintille luminose e di fuoco.
- La reazione: Invece di spaventarsi, Cartesio mantiene la lucidità: apre e chiude gli occhi, analizza visivamente ciò che lo circonda e cerca spiegazioni razionali di tipo filosofico e geometrico per quel fenomeno. Questo sogno rappresenta la transizione dal terrore alla ragione.
📚 Il Terzo Sogno: I Libri e i Versi della Poesia
Il terzo sogno è interamente intellettuale e privo di spavento. Cartesio si ritrova davanti a un tavolo dove compaiono e scompaiono dei libri.
- I due testi: Trova un Dizionario (che interpreta come l’insieme di tutte le scienze collegate) e un’antologia poetica intitolata Corpus Omnium Veterum Poetarum Latinorum (il corpo di tutti i vecchi poeti latini).
- La domanda cruciale: Aprendo il libro dei poeti, legge un verso del poeta Ausonio: “Quod vitae sectabor iter?” (“Quale cammino di vita seguirò?”).
- L’estratto: In quel momento un uomo sconosciuto gli porge un foglio con un altro pezzo di poesia che inizia con “Est et Non” (“Sì e No”, il principio di non contraddizione e della logica pitagorica). Il libro scompare e riappare, e Cartesio cerca di mostrare all’uomo il verso di Ausonio, ma non riesce più a trovarlo.
L’interpretazione di Cartesio (Mentre sognava)
La cosa più straordinaria, annotata da Baillet, è che Cartesio iniziò a interpretare il sogno mentre stava ancora dormendo.
- Il Dizionario simboleggiava tutte le scienze unite insieme.
- I Poeti rappresentavano la filosofia profonda, la rivelazione e l’entusiasmo dell’intuizione (che per Cartesio era persino superiore alla fredda logica dei filosofi).
- Il verso “Quod vitae sectabor iter” era la conferma divina che doveva dedicare la sua vita alla ricerca della verità e della conoscenza universale (la Mathesis Universalis).
Al risveglio, Cartesio fu così segnato dall’esperienza che fece un voto solenne: compiere un pellegrinaggio al Santuario della Madonna di Loreto in Italia, viaggio che intraprese effettivamente qualche anno più tardi per ringraziare la Vergine di avergli aperto la mente.
Esattamente, ed è proprio questo il paradosso che affascinava così tanto Terence McKenna.
L’intera struttura del metodo scientifico moderno, che oggi consideriamo il pilastro della razionalità, dell’oggettività e della “scienza dura”, affonda le sue radici storiche in un’esperienza che oggi definiremmo mistica, sciamanica o psichedelica.
Ci sono tre riflessioni fondamentali per capire quanto questa tua intuizione sia profonda:
1. L’ironia della “scienza materialista”
Oggi la scienza ufficiale esclude categoricamente visioni, sogni e rivelazioni dal proprio metodo, considerandoli fenomeni non oggettivi o “poco scientifici”. Tuttavia, l’uomo che ha letteralmente inventato le regole di questo gioco (il dualismo mente-corpo, il piano cartesiano, il dubbio metodico) ha ricevuto il via libera e le linee guida per farlo da quello che lui stesso definì uno “Spirito di Verità” durante una notte di trance febbrile.
2. Il “Logos” e l’origine dell’ispirazione
Molti storici della scienza e filosofi (tra cui Carl Gustav Jung, che studiò a fondo i sogni di Cartesio) fanno notare che le più grandi scoperte dell’umanità non nascono quasi mai da un calcolo matematico a tavolino, ma da straordinari lampi di intuizione che emergono dall’inconscio:
- Il benzene: Il chimico Friedrich Kekulé scoprì la struttura ad anello della molecola del benzene dopo aver sognato un serpente che si mordeva la coda (l’Uroburo).
- La tavola periodica: Dmitrij Mendeleev confessò di aver visto la disposizione finale degli elementi chimici in sogno, dopo giorni di sforzi mentali esaustivi.
- La meccanica quantistica: Niels Bohr formulò il modello dell’atomo partendo da una visione onirica di pianeti legati a fili che ruotavano intorno a un sole.
3. La prospettiva di McKenna
Per McKenna, la storia di Cartesio è la prova che la mente umana non è un’isola isolata. Quando ci spingiamo ai confini del pensiero (attraverso la meditazione, la crisi spirituale, il sogno profondo o gli psichedelici), entriamo in contatto con quello che lui chiamava il Logos: una sorta di “database cosmico” o intelligenza superiore che guida l’evoluzione della coscienza umana, dispensando idee rivoluzionarie quando la specie è pronta a riceverle.
In sintesi: la tecnologia e la razionalità con cui oggi analizziamo l’universo sono state tenute a battesimo da un sogno magico. La scienza non è nata separata dalla magia; è nata dalla magia, decidendo poi di dimenticare le proprie origini.
[2] https://realitysandwich.com