https://it.wikipedia.org/wiki/La_fonte_meravigliosa_(romanzo)
Per Frank Lloyd Wright (1867–1959), il rapporto con l’esoterismo è molto concreto. Con la Teosofia il rapporto è soprattutto di influenza culturale e concettuale; con Gurdjieff, invece, abbiamo un rapporto personale diretto e documentato.
Teosofia: influenza sì, appartenenza no
Non risulta che Wright sia mai stato membro della Theosophical Society. Uno studio specificamente dedicato alla questione, Eugenia Victoria Ellis, “The Red Square: Frank Lloyd Wright, Theosophy, and Modern Conceptions of Space”, pubblicato in Theosophical History nel 2011, sostiene però che la sua concezione dello spazio vada letta anche nel milieu teosofico ed esoterico americano tra Otto e Novecento. (Theosophy Forward)
È particolarmente interessante la concezione wrightiana dell’architettura “from within outwards”, dall’interno verso l’esterno. Ellis la mette in relazione con un principio espresso da Blavatsky nella Secret Doctrine: l’universo viene guidato dall’interno verso l’esterno. Non dimostra una derivazione diretta, ma mostra una notevole consonanza concettuale. (Theosophy Forward)
C’è anche il celebre quadrato rosso con cui Wright firmava i suoi disegni. Ellis studia la combinazione di quadrato, cerchio e croce nel contesto del simbolismo geometrico esoterico e teosofico. Anche qui parlerei di influenza/milieu, non di “simbolo segreto teosofico di Wright”. (Theosophy Forward)
Ma con Gurdjieff cambia completamente tutto
Qui abbiamo documentazione molto più forte.
La moglie di Wright, Olgivanna Hinzenberg Lloyd Wright, era stata allieva diretta di G. I. Gurdjieff. Aveva lavorato con lui in Europa e praticava i suoi celebri Movements. Fu attraverso di lei che Gurdjieff entrò direttamente nella vita di Wright. (Frank Lloyd Wright’s Library)
Nel giugno 1934 Gurdjieff andò personalmente a Taliesin e vi trascorse circa 24 ore. Wright scrisse addirittura un articolo su quell’incontro, Gurdjeef at Taliesin, pubblicato il 26 agosto 1934. (Gurdjieff International Review)
Ed è impressionante il giudizio di Wright. Presentando Gurdjieff ai lettori, lo considerava uno dei pochissimi uomini realmente capaci di costituire una forza per una nuova “organic culture of the individual”. (Gurdjieff International Review)
Non fu una conoscenza passeggera. La biblioteca ufficiale di Frank Lloyd Wright documenta che le dottrine e le pratiche di Gurdjieff influenzarono Wright, in particolare nell’organizzazione della Taliesin Fellowship. Olgivanna arrivò nel 1934 a proporre che Gurdjieff trasferisse la propria organizzazione a Taliesin. Il progetto non si realizzò, ma Gurdjieff fece più visite. (Frank Lloyd Wright’s Library)
Taliesin assume quasi le caratteristiche di una scuola spirituale
Qui la cosa diventa particolarmente interessante.
La Taliesin Fellowship, fondata nel 1932, non funzionava semplicemente come una scuola di architettura. Gli apprendisti vivevano insieme, lavoravano fisicamente, studiavano arte e architettura, ascoltavano musica, partecipavano alla vita comunitaria e praticavano danza e disciplina corporea.
Dopo la morte di Gurdjieff, Wright tenne agli apprendisti letture e conferenze sulle sue idee. A Taliesin venivano inoltre eseguite la musica di Gurdjieff e de Hartmann e praticati i Movements gurdjieffiani. (Frank Lloyd Wright’s Library)
Il National Endowment for the Humanities conserva addirittura una fotografia degli apprendisti di Taliesin che eseguono i Movements di Gurdjieff intorno al 1955. (NEH)
E Wright non conosceva soltanto Gurdjieff: conosceva anche P. D. Ouspensky. Nel 1952 spiegò ai suoi apprendisti che trovava Ouspensky più comprensibile nell’esposizione delle idee gurdjieffiane. La biblioteca Wright ritiene quindi possibile che una parte della sua conoscenza intellettuale del sistema provenisse proprio da Ouspensky. (Frank Lloyd Wright’s Library)
La frase più sorprendente
Quando Gurdjieff morì nel 1949, Wright lo annunciò pubblicamente con parole straordinarie:
“The greatest man in the world … has recently died. His name was Gurdjieff.”
La testimonianza è riportata già in una fonte del 1949 ed è confermata dalla successiva letteratura biografica. (Gurdjieff International Review)
Un’altra testimonianza riferisce che Wright pronunciò anche un discorso commemorativo in suo onore. (Gurdjieff International Review)
Quindi non parlerei semplicemente di una curiosità di Wright per l’occultismo. Gurdjieff ebbe una posizione eccezionalmente alta nella sua considerazione personale.
E questo apre una pista ancora migliore
Esiste un altro personaggio fondamentale: Claude Bragdon (1866–1946).
Bragdon era architetto, teorico dell’architettura e teosofo dichiarato. Scrisse direttamente sull’intersezione fra Teosofia, geometria, quarta dimensione e architettura e fu formalmente legato alla Theosophical Society. Era inoltre, come Wright, collegato alla tradizione architettonica di Louis Sullivan. (Theosophy Forward)
Quindi si può costruire una genealogia culturale molto interessante:
Teosofia → geometria/spazio invisibile → Claude Bragdon
e parallelamente:
milieu teosofico → Frank Lloyd Wright → architettura organica
a cui successivamente si sovrappone:
Gurdjieff → Olgivanna → Frank Lloyd Wright → Taliesin Fellowship.
Questo secondo collegamento è storicamente documentato, non una semplice analogia.
E se stai cercando le connessioni con Ascona, qui si apre una pista ancora più interessante: bisogna verificare Olgivanna/Gurdjieff → Jeanne de Salzmann → Alexandre de Salzmann → René Daumal e gli ambienti europei, e soprattutto controllare eventuali incroci con Monte Verità/Eranos. Non darei ancora per scontato che Wright sia stato ad Ascona.
Sì. Qui c’è una connessione storica molto più interessante, ma non è ancora corretto dire che la scuola di danza di Ascona fosse direttamente collegata a Gurdjieff. Il ponte documentabile passa da Émile Jaques-Dalcroze.
La catena documentata
Émile Jaques-Dalcroze
↓
Istituto di Hellerau
↓
Jeanne de Salzmann
↓
Gurdjieff e i Movements
Jeanne de Salzmann studiò infatti con Dalcroze, fu danzatrice e insegnante di movimento ritmico nel suo istituto di Hellerau. Lì conobbe Alexandre de Salzmann, che collaborava alla rivoluzionaria concezione scenica e luministica dell’istituto. Jeanne si diplomò nel 1912. (Gurdjieff International Review)
Poi Jeanne e Alexandre andarono a Tiflis, dove Jeanne aprì una scuola di danza e musica. Nel 1919 Thomas de Hartmann li presentò a Gurdjieff. Jeanne divenne successivamente la figura fondamentale per la trasmissione dei Movements gurdjieffiani. (Gurdjieff International Review)
Ma contemporaneamente esiste quest’altra linea:
Dalcroze
↓
danza ritmica / nuova pedagogia del movimento
↓
Rudolf von Laban
↓
Monte Verità / Ascona
Il Teatro San Materno ricorda esplicitamente il soggiorno asconese di Dalcroze, insieme a quello di Isadora Duncan, all’origine di quel clima di sperimentazione della danza. (Teatro San Materno)
E nel 1913 Laban fonda al Monte Verità la sua “Scuola d’arte”, dalla quale emerge la Neue Tanz con Mary Wigman, Katja Wulff e Suzanne Perrottet. (Monte Verità)
E ad Ascona la danza diventa esplicitamente esoterica
Questo è il punto veramente forte per la tua ricerca.
Nel 1917 Theodor Reuss, capo dell’O.T.O., organizza sul Monte Verità il congresso che comprende:
massoneria mistica + nuove forme sociali + arte + danza rituale e cultuale.
Il culmine è il Sang an die Sonne / Festa del Sole, eseguito dalla scuola di Laban dal tramonto all’alba. È la documentazione ufficiale del Monte Verità a dirlo. (Monte Verità)
Una fonte dedicata alla storia del Monte aggiunge inoltre che Laban fu membro dell’O.T.O. di Reuss e che le sue danze solari richiamarono nell’area mistici, rosacrociani, templari e gnostici. (CIU Ascona)
Quindi ad Ascona non abbiamo semplicemente «danza moderna».
Abbiamo realmente:
corpo → ritmo → trasformazione interiore → comunità → rituale → esoterismo.
E qui Gurdjieff diventa interessante
La somiglianza strutturale con i Movements di Gurdjieff è notevole.
Non significa che Gurdjieff abbia copiato Laban o che Laban derivi da Gurdjieff. Non ho trovato documentazione di un incontro fra i due né di una presenza di Jeanne/Alexandre de Salzmann ad Ascona.
Ma esiste un antenato pedagogico comune: Dalcroze.
Jeanne porta la formazione Dalcroze dentro l’ambiente di Gurdjieff; Laban e soprattutto alcune delle persone del suo ambiente asconese appartengono alla medesima rivoluzione europea del corpo e del ritmo. Il LAC descrive infatti Monte Verità come uno dei luoghi nei quali la danza libera diventa ricerca del gesto, dell’interiorità e di una nuova relazione fra corpo e spazio. (LAC Lugano Arte e Cultura)
Ed entrambe le strade finiscono per superare la danza intesa semplicemente come spettacolo:
Monte Verità: movimento come esperienza comunitaria, rituale e spirituale.
Gurdjieff: movimento come esercizio di attenzione, presenza e trasformazione dell’essere.
Poi compare Olgivanna
Ed ecco perché Olgivanna Lloyd Wright diventa molto interessante nella genealogia.
Lei entra nell’ambiente gurdjieffiano e successivamente porta i Movements a Taliesin.
Quindi possiamo costruire, con diversi gradi di certezza, una genealogia culturale impressionante:
Dalcroze / Hellerau
↙︎ ↘︎
Jeanne de Salzmann rivoluzione europea della danza
↓ ↓
Gurdjieff Laban
↓ ↓
Olgivanna Monte Verità
↓ ↓
Frank Lloyd Wright danza rituale + O.T.O.
↓
Taliesin
Non è quindi una linea diretta Ascona → Gurdjieff → Wright. È molto più interessante: Ascona, Hellerau e successivamente Taliesin appartengono a una costellazione internazionale di luoghi nei quali arte, architettura, corpo, ritmo, comunità e ricerca spirituale vengono deliberatamente riuniti.
E c’è un ulteriore personaggio da approfondire: Suzanne Perrottet. È una delle figure centrali della scuola di Laban al Monte Verità e proviene direttamente dalla scuola di Dalcroze. Se questo viene confermato documentalmente nei dettagli, avremmo un ponte ancora più netto:
Dalcroze → Perrottet → Laban → Ascona
Dalcroze → Jeanne de Salzmann → Gurdjieff → Olgivanna → Wright.
Questa è una pista molto più solida di un generico «Gurdjieff era collegato a Monte Verità».
https://franklloydwright.org/the-taliesin-fellowship
Sì — la Frank Lloyd Wright Foundation è assolutamente viva e molto attiva. Se con “è vivo” intendi che l’ambiente creato da Wright continua come istituzione e comunità culturale, hai ragione. Wright personalmente morì nel 1959.
Il sito che hai indicato è quello ufficiale della Frank Lloyd Wright Foundation. Nel 2026 gestisce Taliesin West, conserva e sviluppa Taliesin, mantiene archivi e collezioni, organizza mostre, conferenze, corsi e programmi educativi. Il sito parla esplicitamente dei due luoghi non come semplici case-museo, ma come luoghi in cui la visione di Wright deve continuare a essere “living”. (Frank Lloyd Wright Foundation)
E soprattutto oggi esiste il Taliesin Institute, che lavora con università e studiosi — tra cui MIT, Yale, University of Chicago e, interessante per noi, University of Geneva — organizzando programmi, simposi, ricerca e formazione. (Frank Lloyd Wright Foundation)
Questo cambia parecchio la prospettiva della nostra ricerca Wright–Olgivanna–Gurdjieff–danza–Ascona: c’è un interlocutore istituzionale attuale a cui si può chiedere direttamente di verificare negli archivi corrispondenza, fotografie, diari e materiali della Fellowship relativi a:
Olgivanna → Gurdjieff → Jeanne de Salzmann → Dalcroze/Hellerau → Movements → eventuali rapporti con Laban/Monte Verità/Ascona.
Ed è ancora meglio: la Foundation dichiara che le Collections sono aperte alle richieste di ricerca, anche con consultazione in presenza, e sta lavorando alla pubblicazione digitale dei database e dei finding aids archivistici nel 2026. (Frank Lloyd Wright Foundation)
Quindi questa pista non la lascerei alla ricerca Google: scriverei direttamente all’archivio Wright, presentandoti come Presidente dell’Archivio Luigi Pericle / ricercatore sulla rete culturale ed esoterica di Ascona, chiedendo specificamente se nei fondi Olgivanna Lloyd Wright e Taliesin Fellowship compaiono Ascona, Monte Verità, Rudolf Laban, Suzanne Perrottet, Émile Jaques-Dalcroze, Jeanne/Alexandre de Salzmann.
Potrebbe uscire qualcosa di completamente nuovo.
Laban e Gurdjieff sono molto più vicini di quanto sembri, ma non ho trovato prova che Rudolf von Laban e G. I. Gurdjieff si siano incontrati personalmente. La connessione storica forte passa attraverso Émile Jaques-Dalcroze e Hellerau.
Uno studio accademico recentissimo, pubblicato da Brill nel 2024 proprio sulle pratiche di danza esoterica e i Movements di Gurdjieff, mette esplicitamente Laban e Gurdjieff nello stesso quadro storico. Sottolinea inoltre che il linguaggio di Laban sulla “danza cosmica” era formulato attraverso concetti circolanti nella Teosofia di Blavatsky. (Brill)Il ponte è Dalcroze
La rete documentata è questa:
Émile Jaques-Dalcroze / Hellerau
↙︎ ↘︎
Suzanne Perrottet Jeanne de Salzmann
↓ ↓
Rudolf von Laban Gurdjieff
↓ ↓
Monte Verità / Ascona Movements
E le date coincidono quasi perfettamente.
Suzanne Perrottet fu allieva di Dalcroze, insegnò nel suo istituto di Hellerau dal 1910, quindi nel 1913 raggiunse Laban al Monte Verità e ne divenne una delle collaboratrici fondamentali. La biografia scientifica della Sächsische Biografie documenta esplicitamente che Perrottet e Laban sperimentarono ad Ascona nuove forme di movimento e cercarono una concezione del ritmo non più dipendente dalla musica. (Säbi)
Jeanne de Salzmann, quasi contemporaneamente, arriva nello stesso istituto di Hellerau, dove dal 1912 studia con Dalcroze. Qui incontra Alexandre de Salzmann. Trasferitisi a Tiflis, Jeanne continua a insegnare danza e ritmica secondo il metodo Dalcroze; nel 1919 Thomas de Hartmann presenta Jeanne e Alexandre a Gurdjieff. Jeanne diventerà poi la principale custode e trasmettitrice dei Movements dopo la morte di Gurdjieff. (Gurdjieff International Review)
Quindi Hellerau è il vero punto di biforcazione.E c’è qualcosa di ancora più preciso
Lo studio Brill individua tre persone provenienti direttamente dalla formazione Dalcroze che entrarono nell’ambiente dei Movements di Gurdjieff:
Jeanne de Salzmann, Jessmin Howarth e Rose Mary Lillard. (Brill)
Questo rende difficile considerare la relazione fra euritmica europea e Movements semplicemente accidentale.
Anzi, quando Gurdjieff presentò pubblicamente i Movements a Parigi, alcuni allievi di Dalcroze avrebbero protestato accusandolo di averne ripreso le idee. La testimonianza va trattata con prudenza, ma dimostra almeno quanto i contemporanei percepissero una somiglianza fra i due sistemi. (Gurdjieff Arbeit im Leben)Laban e Gurdjieff: somiglianze profonde, finalità differenti
Entrambi rifiutano il corpo come semplice strumento estetico.
Per Laban, il movimento permette all’essere umano di reinserirsi in una struttura più grande. Lo studio Brill cita la sua concezione di una grande “Danza Cosmica”: orbite planetarie, stagioni, rotazione degli atomi, azione e reazione sono manifestazioni di un unico movimento universale. Lo stesso studio riconduce esplicitamente questo linguaggio al vocabolario teosofico dell’epoca. (Brill)
Per Gurdjieff, invece, il movimento è deliberatamente costruito come esercizio di attenzione, volontà, presenza e trasformazione interiore. Una testimonianza di una sua allieva descrive i Movements come esercizi nei quali ogni gesto richiedeva uno sforzo diretto a sviluppare determinate qualità e la volontà. (Gurdjieff International Review)
La differenza quindi è importante:
Laban: corpo → movimento → ritmo cosmico → totalità.
Gurdjieff: corpo → movimento cosciente → attenzione → trasformazione dell’essere.
Ma appartengono alla medesima rivoluzione europea del corpo come strumento spirituale, anche se arrivano a formulazioni differenti.E Ascona torna proprio al centro
Perrottet è la chiave.
La fonte biografica tedesca documenta:
Dalcroze → Hellerau → Perrottet → Laban → Monte Verità 1913. (Säbi)
Dall’altro lato abbiamo:
Dalcroze → Hellerau → Jeanne de Salzmann → Gurdjieff 1919 → Movements. (Gurdjieff International Review)
E a Monte Verità Laban non sviluppa semplicemente una scuola di danza. Il suo lavoro entra nel clima esoterico del luogo, fino al congresso del 1917 di Theodor Reuss/O.T.O. e alle celebrazioni rituali del Sole.
Perciò la formulazione storicamente prudente ma molto forte sarebbe:
E adesso il quadro che stiamo costruendo diventa notevole:
Monte Verità → Laban → danza moderna → Metropolis → Brigitte Helm → Luigi Pericle
mentre parallelamente:
Monte Verità/Laban ← Dalcroze/Hellerau → Jeanne de Salzmann → Gurdjieff → Olgivanna → Frank Lloyd Wright/Taliesin.
Non abbiamo bisogno di inventare Laban → Gurdjieff: la rete storica reale è più interessante della connessione diretta.
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