Scribe writing beside a pool in an ancient Egyptian temple workshop

Imprecisioni o invenzioni di H.P.B ?

Andando a scavare con l’intelligenza artificiale spesso si arriva ad un livello di analisi in cui non è possibile ne confermare ne smentire certe definizioni di autorevoli professori. L’incertezza aumenta ed è necessario mantenere una distanza filologica nei confronti di fonti che non possono essere ne smentite ne confermate. È una sensazione davvero strana … ma andiamo a capire di cosa si tratta.

Secondo HPB, ripresa dal professor Santucci nel suo

THEOSOPHY AND THE THEOSOPHICAL SOCIETY

James A. Santucci

Theosophical History Centre London

l’insegnamento teosofico è stato fatto risalire al sacerdote egizio Pot-Amun, precedente o dei primi tempi del periodo tolemaico,
Il dottor James A. Santucci, professore di Linguistica e Studi religiosi alla California State University di Fullerton non sembra aver verificato con chatgpt le fonti di Madame (e forse ha ragione perché spesso l’IA sbaglia). Io l’ho fatto e mi ritrovo questo risultato che andrò a verificare ulteriormente. Comunque ora ve lo riporto e poi si vedrà …

CHAT GTP

Epoca tolemaica egizia, chi era Pot-Amun ?

Sì, hai individuato esattamente il passo di HPB. E devo correggere la mia prima risposta: Blavatsky parla proprio di Pot-Amun come personaggio dell’Egitto tolemaico.

Nel Theosophical Glossary, HPB lo descrive come un sacerdote e ierofante egizio dei primi Tolomei, al quale viene attribuito l’aver insegnato per primo la «Teosofia», cioè alcuni principi della Secret Wisdom-Religion, ai non iniziati.

Già nell’articolo “What Is Theosophy?” del 1879, Blavatsky scrive che Diogene Laerzio avrebbe fatto risalire la Teosofia a un’epoca precedente o iniziale rispetto alla dinastia tolemaica e avrebbe indicato come fondatore un ierofante egizio chiamato Pot-Amun, interpretando il nome come «consacrato ad Amun», dio della sapienza. HPB presenta poi Ammonio Sacca, molti secoli dopo, come colui che avrebbe fatto rivivere questa antica tradizione nella scuola neoplatonica di Alessandria. (Theosophical Society)

Quindi lo schema di HPB è sostanzialmente:

antica sapienza egizia → Pot-Amun → divulgazione parziale ai non iniziati → lunga continuità della tradizione → Ammonio Sacca → scuola teosofica/eclettica alessandrina.

Ma storicamente c’è un grosso problema

Ho controllato proprio perché la frase di HPB è molto forte: non riesco a confermare nelle fonti classiche che Diogene Laerzio parli realmente di un personaggio storico chiamato Pot-Amun nei termini attribuitigli da Blavatsky.

Questo è importante. La tradizione teosofica ripete l’attribuzione a Diogene Laerzio, ma l’identificazione storica di Pot-Amun è controversa. Persino nella letteratura teosofica successiva troviamo riconosciuto che la ricostruzione dipende in parte da Alexander Wilder, una delle fonti utilizzate da HPB, e che gli studiosi hanno contestato quelle attribuzioni. (Theosophy Canada)

C’è inoltre qualcosa di sospetto nell’etimologia: definirlo “termine copto” in epoca dei primi Tolomei è anacronistico se si intende il copto propriamente detto come lingua scritta dell’Egitto cristiano, sviluppatasi molti secoli dopo. Potrebbe trattarsi di una retrotrascrizione moderna di un nome/titolo egizio, ma non posso confermare l’etimologia proposta da HPB.

Quindi io lo presenterei così:

Pot-Amun è una figura che Blavatsky, seguendo una tradizione erudita ottocentesca, identifica come antico ierofante egizio che avrebbe reso accessibili ai non iniziati alcuni elementi della sapienza esoterica. La sua effettiva identificazione come personaggio storico dell’età tolemaica rimane però non verificata.

Ed è interessante per la storia della Teosofia: HPB vuole far risalire la trasmissione pubblica della theosophia molto più indietro di Ammonio Sacca, creando una linea Alessandria/Egitto → neoplatonismo → Teosofia moderna. Questa genealogia meriterebbe di essere smontata fonte per fonte, perché potremmo scoprire esattamente da dove HPB prese Pot-Amun e dove la catena documentaria ottocentesca si interrompe.

Il punto è questo: HPB sembra aver trasformato il filosofo Potamone di Alessandria in “Pot-Amun”, sacerdote egizio e precursore della Teosofia. La trasformazione è affascinante, ma storicamente problematica.

Cosa dice davvero Diogene Laerzio

Nel proemio delle Vite dei filosofi, Diogene Laerzio parla di Potamone di Alessandria (Ποτάμων) e dice che fondò una scuola filosofica eclettica: prendeva elementi da Platone, Aristotele, Stoicismo ecc. e cercava di combinarli. L’esistenza di questo Potamone e il suo carattere eclettico sono riconosciuti anche dalla ricerca moderna. (OUP Academic)

Ma Diogene, per quanto possiamo verificare, non dice:

  • che Potamone fosse un sacerdote egizio;
  • che fosse uno ierofante;
  • che si chiamasse Pot-Amun;
  • che insegnasse una sapienza segreta egizia ai non iniziati;
  • che fondasse la «Teosofia».

Questa è la parte fondamentale.

Da dove arriva allora il Pot-Amun di HPB?

Qui compare Alexander Wilder, medico e studioso americano vicino alla prima Società Teosofica.

Nel suo New Platonism and Alchemy / Eclectic Philosophy, Wilder scrive che Diogene Laerzio farebbe risalire il sistema a un profeta o sacerdote egizio chiamato Pot-Amun, e aggiunge in nota che il nome sarebbe copto e significherebbe «consacrato ad Amun». (Blavatsky)

HPB riprende praticamente questa costruzione.

Nel Key to Theosophy scrive infatti che, «se si deve credere a Diogene Laerzio», il sistema sarebbe stato fondato da un sacerdote egizio Pot-Amun nei primi tempi della dinastia tolemaica; immediatamente dopo interpreta il nome come consacrazione ad Amun. (Project Gutenberg)

Quindi la catena sembra essere:

Diogene Laerzio → Potamone di Alessandria → interpretazione ottocentesca di Wilder → “Pot-Amun” → HPB → antico fondatore della Teosofia.

Ma c’è un dettaglio molto interessante

Il Potamone storico è comunque importante.

L’Oxford Classical Dictionary lo identifica come filosofo alessandrino dell’epoca di Augusto e osserva che è l’unico filosofo antico noto per essersi definito esplicitamente eclettico. Cercava cioè una sintesi selezionando elementi di differenti scuole filosofiche. (OUP Academic)

E questo assomiglia moltissimo al progetto che HPB attribuisce alla tradizione teosofica:

non una nuova religione → ricerca della verità comune dietro differenti sistemi.

Perciò probabilmente HPB/Wilder hanno visto in Potamone un precursore ideale dell’eclettismo di Ammonio Sacca e, da lì, della Teosofia.

Ma hanno fatto un salto storico:

Potamone, filosofo eclettico documentato

Pot-Amun, sacerdote/ierofante egizio

custode dei Misteri

rivelazione parziale della sapienza esoterica ai non iniziati

Ammonio Sacca

Neoplatonismo

Teosofia moderna

Le prime e ultime parti della catena contengono personaggi storici reali. La continuità iniziatica fra loro non è documentata.

E c’è anche un problema cronologico: le fonti antiche non concordano perfettamente sulla data di Potamone. La Suda lo colloca attorno all’epoca di Augusto, mentre la formulazione di Diogene Laerzio ha prodotto altre interpretazioni cronologiche. La ricerca moderna tende comunque a collocarlo molto più tardi dei primi Tolomei, verso la fine del I secolo a.C. (OUP Academic)

Quindi la frase di HPB «early days of the Ptolemaic dynasty» è particolarmente difficile da sostenere storicamente.

La cosa interessante, però, è che sotto l’errore storico HPB individua un fenomeno reale: Alessandria diventa effettivamente uno dei grandi luoghi dell’incontro e della sintesi fra tradizioni filosofiche e religiose, e Potamone rappresenta realmente l’eclettismo filosofico alessandrino. Quello che non possiamo dimostrare è che fosse il sacerdote egizio Pot-Amun che aprì la sapienza dei Misteri ai profani.

Prima certo con google e trovo https://www.theosophy.world/encyclopedia/pot-amun . Chiaramente il sito teosofico in questione non si pone neppure lontanamente il problema e ci spaccia Pot-Amon come realmente esistito … solita storia.

Ho inserito l’integralità dell’articolo e questo è il risultato :

Il testo che riporti è molto vicino alla conclusione corretta, ma va precisato in un punto decisivo: non è ancora dimostrato che HPB abbia trasformato direttamente Potamone in Pot-Amun. È invece certo che la sua attribuzione a Diogene Laerzio è, almeno nella forma oggi verificabile, fuorviante o non controllabile.

Cosa dice davvero HPB

Nel suo articolo What Is Theosophy?, HPB scrive che:

Diogene Laerzio fa risalire la Teosofia a un’epoca anteriore alla dinastia dei Tolomei e ne indica come fondatore un ierofante egizio chiamato Pot-Amun.

Aggiunge inoltre che il nome sarebbe copto e significherebbe “sacerdote consacrato ad Amun”. Questo testo è effettivamente reperibile in una fonte teosofica online. theosociety

Quindi la risposta precedente di ChatGPT aveva ragione nel dire che HPB attribuisce esplicitamente questa tesi a Diogene Laerzio.

Il problema è l’attribuzione, non l’esistenza della citazione di HPB.

Il problema con Diogene

Nei manoscritti e nelle traduzioni correnti del proemio delle Vite dei filosofi, Diogene parla di Potamone di Alessandria, (Ποτάμων), un filosofo associato all’eclettismo. Non risulta però, nel passo normalmente trasmesso:

  • un sacerdote egizio chiamato Pot-Amun;
  • uno ierofante;
  • un fondatore della Teosofia;
  • un insegnamento della “Religione-Saggezza” ai non iniziati;
  • una data collocata ai primi tempi della dinastia tolemaica.

Pertanto, la formulazione più prudente è:

HPB attribuisce a Diogene Laerzio un’informazione che non appare nel testo greco comunemente conosciuto di Diogene nella forma da lei presentata.

Questo può dipendere da una fonte secondaria, da un errore erudito ottocentesco, da una traduzione molto libera oppure da una confusione testuale. Senza indicare edizione, libro, capitolo e pagina di Diogene, l’attribuzione non è verificabile.

Il ruolo di Wilder

Il passaggio più importante della tua ricostruzione è quello su Alexander Wilder. La formula “Pot-Amun”, l’interpretazione del nome e il riferimento al sacerdote egizio compaiono nella tradizione erudita ottocentesca vicina alla Teosofia e vengono poi ripresi da HPB.

Questo rende molto probabile la seguente sequenza documentaria:

Potamone di Alessandria —– interpretazione ottocentesca —– Pot-Amun —— HPB

Ma “molto probabile” non equivale ancora a “dimostrato”. Per sostenere che Wilder abbia deliberatamente trasformato Potamone in Pot-Amun occorrerebbe confrontare:

  1. il testo greco di Diogene;
  2. la traduzione o edizione usata da Wilder;
  3. la prima pubblicazione in cui appare la forma “Pot-Amun”;
  4. l’eventuale fonte precedente a Wilder;
  5. il testo di HPB e la sua cronologia.

La stessa HPB, nel The Key to Theosophy, usa una cautela significativa: scrive, in sostanza, “se si deve credere a Diogene Laerzio”. Non è una prova di consapevolezza dell’errore, ma segnala che l’autorità della fonte non era presentata come completamente solida.

La questione cronologica

Anche la data è problematica. La tradizione attribuita a HPB colloca Pot-Amun prima o nei primi tempi dei Tolomei, mentre il Potamone filosofo è generalmente collocato molto più tardi, nell’età ellenistica avanzata o intorno all’epoca di Augusto, a seconda dell’interpretazione delle fonti.

Questo rende difficile identificare senza ulteriori prove:

Pot-Amun sacerdote egizio dei primi Tolomei

Potamone filosofo alessandrino

Sono figure che condividono solo una certa somiglianza nominale e, nel caso di Potamone, l’associazione con l’eclettismo.

“Copto” è anacronistico?

La tua osservazione è valida, ma va formulata con cautela. Il copto è la fase tarda della lingua egizia, attestata soprattutto dall’età cristiana; parlare di un nome “copto” per un sacerdote dei primi Tolomei è quindi storicamente sospetto.

Non significa necessariamente che la forma linguistica sia impossibile in assoluto: potrebbe essere una trascrizione tarda di un nome egizio più antico. Però HPB non fornisce una forma geroglifica, demotica o greca antica che permetta di verificare questa ipotesi. L’etimologia “consacrato ad Amun” resta dunque una spiegazione ottocentesca non dimostrata, non una prova epigrafica.

Santucci ha sbagliato?

Non necessariamente. Dal titolo e dal contesto, Santucci sembra occuparsi soprattutto della storia e dell’autocomprensione della Teosofia, non di un controllo filologico indipendente di ogni affermazione di HPB. È professore di Comparative Religion e autore di lavori sulla Società Teosofica. religion.fullerton

Se nel suo testo scrive che l’insegnamento teosofico “è stato fatto risalire” a Pot-Amun, quella formula potrebbe essere descrittiva:

secondo HPB e la tradizione teosofica, l’origine veniva fatta risalire a Pot-Amun.

Non implica necessariamente che Santucci stia certificando l’esistenza storica di Pot-Amun né che abbia verificato personalmente Diogene Laerzio.

Anche una monografia accademica può riportare una tradizione senza sottoporla ogni volta a una nuova verifica filologica. In questo caso, però, sarebbe importante vedere la frase completa e le eventuali note bibliografiche.

Verdetto

Il risultato che hai ottenuto con ChatGPT è sostanzialmente corretto nella direzione, con questa cautela:

  • è documentato che HPB parla di Pot-Amun e lo attribuisce a Diogene Laerzio; theosociety
  • non è verificato che Diogene Laerzio dica davvero ciò che HPB gli attribuisce;
  • Potamone di Alessandria è un personaggio distinto e storicamente più plausibile;
  • la trasformazione “Potamone → Pot-Amun” è un’ipotesi forte e plausibile, ma va dimostrata attraverso la catena delle fonti;
  • la continuità iniziatica Pot-Amun → Ammonio Sacca → Teosofia moderna non è documentata storicamente.

La formulazione più rigorosa sarebbe quindi:

HPB presenta Pot-Amun come un antico ierofante egizio e attribuisce questa notizia a Diogene Laerzio. Tuttavia, nei testi correnti di Diogene non si trova tale affermazione nella forma riferita da HPB. Il nome potrebbe derivare da una reinterpretazione ottocentesca di Potamone di Alessandria, probabilmente mediata da Alexander Wilder, ma l’identificazione non è ancora dimostrata. Pot-Amun va pertanto considerato una figura della genealogia teosofica, non un personaggio storico egizio attestato.

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