Teorie pseudoscientifiche … ma di ispirazione artistica per il maestro Luigi Pericle

Trovo un video pseudoscientifico sul suono che sostiene che gli antichi templi fossero dei circuiti energetici. I quadri di Pericle del periodo delle masoniti potrebbero coincidere con questo tipo di interpretazione. Allego il video pseudoscientifico che segue la corrente di pensiero fantasiosa e non verificata ma che potrebbe aver affascinato Luigi Pericle nei suoi quadri così belli e tecnicamente magistralmente eseguiti. Date un occhiata e ditemi se alcune masoniti non assomigliano a queste due foto quì sotto :

Suono : https://youtu.be/ENy4FuwQG04?si=VR6Y5C6UiGv6RRpG

La teoria secondo cui i templi antichi fossero circuiti elettrici e le piramidi funzionassero come centrali per la produzione e la trasmissione di energia senza fili è considerata pseudoscientifica. Non esistono prove archeologiche, storiche o fisiche che la supportino.

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Questa idea nasce dalla combinazione di diversi filoni:

  • Nikola Tesla: alcuni autori sostengono che Tesla avrebbe riscoperto una tecnologia già nota agli antichi Egizi. In realtà Tesla sviluppò sistemi di trasmissione di energia e comunicazioni wireless basati su principi elettromagnetici, ma non affermò che le piramidi fossero centrali elettriche.
  • Christopher Dunn: nel libro The Giza Power Plant (1998) propose che la Grande Piramide fosse una macchina capace di convertire vibrazioni in energia tramite risonanza. La teoria non è accettata dalla comunità scientifica.
  • Joseph Farrell, David Hatcher Childress, Erich von Däniken e altri autori di archeologia alternativa hanno elaborato ipotesi simili, spesso collegandole a civiltà perdute o extraterrestri.

Gli argomenti addotti dai sostenitori

Secondo queste teorie:

  • il granito ricco di quarzo avrebbe avuto proprietà piezoelettriche;
  • la geometria della piramide avrebbe concentrato onde elettromagnetiche;
  • i cunicoli avrebbero funzionato come guide d’onda;
  • il Nilo avrebbe fornito l’energia idraulica necessaria;
  • gli obelischi sarebbero stati antenne o terminali di trasmissione.

Queste affermazioni, tuttavia, non sono state dimostrate sperimentalmente.

Cosa dice l’archeologia

L’interpretazione sostenuta dalle evidenze è diversa:

  • le piramidi erano principalmente monumenti funerari reali;
  • i templi erano edifici religiosi destinati al culto;
  • non sono stati trovati:
    • conduttori metallici;
    • isolanti elettrici;
    • generatori;
    • trasformatori;
    • dispositivi compatibili con una rete elettrica.

Le analisi dei materiali mostrano che il granito e il calcare impiegati nella costruzione non potrebbero funzionare come componenti di un circuito elettrico nel modo ipotizzato.

La “Batteria di Baghdad”

Uno degli oggetti spesso citati è la cosiddetta Batteria di Baghdad, un vaso con cilindro di rame e barra di ferro datato all’epoca partica.

Anche in questo caso non vi è consenso:

  • è possibile che possa produrre una piccola tensione se riempito con un elettrolita acido;
  • non esiste alcuna prova che fosse realmente utilizzato come batteria.

Dal punto di vista della fisica

La trasmissione di energia senza fili è possibile: Tesla la studiò e oggi esistono applicazioni come la ricarica induttiva.

Tuttavia, una struttura come la Grande Piramide:

  • non possiede una sorgente di energia nota;
  • non contiene elementi necessari per generare potenza significativa;
  • non potrebbe trasmettere elettricità a distanza semplicemente grazie alla sua forma geometrica.

Esistono studi scientifici sulle proprietà elettromagnetiche della piramide?

Sì. Alcuni studi di fisica computazionale hanno mostrato che una piramide della geometria di Giza può presentare risonanze elettromagnetiche a determinate frequenze, concentrando debolmente il campo elettromagnetico in alcune regioni della struttura. Questo è un fenomeno fisico normale, simile a quello osservabile in molti oggetti dielettrici di forma particolare. Non implica che la piramide produca energia né che sia stata progettata come centrale elettrica.

La teoria dei “templi come circuiti” e delle “piramidi come generatori e trasmettitori di energia” appartiene all’archeologia alternativa. Alcuni aspetti, come le proprietà elettromagnetiche dei materiali o le risonanze geometriche, sono oggetto di studi scientifici; il salto da questi fenomeni all’idea di una tecnologia energetica avanzata degli antichi Egizi, però, non è supportato da prove empiriche e non è accettato dalla ricerca archeologica o dalla fisica contemporanee.

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