La mia curiosità asconocentrica mi ha portato ad interrogarmi sul periodo di residenza di Jung ad Ascona e sono finito in un campo assai minato, come sempre in questi casi. Andiamo ad esplorare questa diatriba assai succosa …
Jung fu il principale ispiratore intellettuale e il relatore più influente di Eranos, ma non risiedeva stabilmente ad Ascona.
Per quanto riguarda il soggiorno ad Ascona:
- Dal 1933 al 1952 partecipò regolarmente alle Eranos Tagungen (mancò solo nel 1944).
- Le Tagungen duravano circa dieci giorni, normalmente tra la seconda metà di agosto e l’inizio di settembre.
- Durante gli anni 1933–1939 soggiornava abitualmente all’Hotel Monte Verità, come dimostrano anche manoscritti redatti sulla carta intestata dell’albergo.
Rimaneva solo per i colloqui?
Le fonti documentano con certezza che:
- arrivava per la conferenza;
- partecipava anche alle discussioni informali, ai pasti e agli incontri privati con gli altri studiosi;
- talvolta teneva seminari improvvisati oltre alle conferenze ufficiali (ad esempio nel 1943).
Non risultano invece prove che trascorresse mesi interi ad Ascona ogni anno.
E fuori dalle Tagungen?
Jung conosceva molto bene Ascona e il Monte Verità e vi tornò in diverse occasioni, anche per visite private e incontri con Olga Fröbe-Kapteyn. Tuttavia, la sua residenza principale rimase sempre Küsnacht, sul lago di Zurigo, mentre la sua seconda dimora era la torre di Bollingen. Non esistono evidenze che abbia vissuto ad Ascona per periodi di due o tre mesi consecutivi.
Quanto tempo trascorreva complessivamente?
La stima più prudente è:
- circa 10–14 giorni all’anno per le Eranos Tagungen;
- occasionalmente qualche giorno aggiuntivo per incontri privati o preparatori.
Non si arriva quindi a periodi di diversi mesi.
Se il tuo interesse è ricostruire la presenza effettiva di Jung ad Ascona anno per anno (1933–1961), utilizzando diari, corrispondenza, registri alberghieri e lettere di Olga Fröbe-Kapteyn, è possibile realizzare una cronologia molto precisa. È un tema ben documentabile e utile anche per la storia di Eranos e del Monte Verità.
l’ulitma Tagung a cui ha partecipato ? Quando è morto ? Perché ha smesso ?
L’ultima conferenza (lecture) di Jung a Eranos fu nel 1951.
Il titolo era:
On Synchronicity (Sulla sincronicità)
Questo testo divenne poi il celebre saggio “Synchronicity: An Acausal Connecting Principle”, pubblicato nel 1952 insieme al lavoro di Wolfgang Pauli The Interpretation of Nature and the Psyche.
Ultima presenza a Eranos
Nel 1952 Jung tornò ancora a Eranos, ma non tenne alcuna conferenza: partecipò soltanto come ascoltatore.
Quando morì?
Jung morì il 6 giugno 1961, nella sua casa di Küsnacht, all’età di 85 anni, dopo un breve periodo di malattia.
Perché smise di tenere conferenze?
Non esiste una dichiarazione di Jung che dica esplicitamente: “Ho smesso per questo motivo”. Gli storici indicano una combinazione di fattori:
- L’età: nel 1951 aveva 76 anni.
- Le condizioni di salute: dopo il grave infarto/coronarotrombosi del 1944, pur riprendendosi e continuando a scrivere, limitò progressivamente gli impegni pubblici. Nel 1952 ebbe anche nuovi problemi di salute.
- Il lavoro scientifico: negli anni Cinquanta era impegnato nelle sue opere maggiori (Aion, Answer to Job, Mysterium Coniunctionis) e nell’edizione delle Collected Works.
Perché non tornò nemmeno come ascoltatore?
Anche qui non c’è una spiegazione univoca. Una fonte segnala che durante l’incontro del 1952 Jung lasciò con irritazione una conferenza di Herbert Read ed espresse insoddisfazione anche per una relazione di Karl Löwith; dopo quell’anno non partecipò più a Eranos. Tuttavia, gli studiosi ritengono che non vi siano prove sufficienti per attribuire il suo definitivo allontanamento a quell’episodio: l’età avanzata e la salute restano le spiegazioni più solide.
Le sue conferenze a Eranos
Dal 1933 al 1951 Jung tenne 14 conferenze (saltando il 1944 per malattia) e partecipò alle riunioni fino al 1952. Molti dei suoi testi più celebri nacquero proprio dalle relazioni presentate a Eranos e furono poi ampliati nei Collected Works.
racconta la conferenza di Read, so che Jung ha scritto su Picasso …
L’episodio è uno dei più noti nella storia di Eranos perché coinvolge due figure che, fino a quel momento, erano anche in rapporti di collaborazione.
Il contesto
Nel 1952 il tema delle Tagungen era “Mensch und Energie” (“Uomo ed Energia”). Tra i relatori figuravano:
- Mircea Eliade
- Gershom Scholem
- Karl Löwith
- Herbert Read
- Erich Neumann
Herbert Read presentò una relazione intitolata “The Dynamics of Art”.
Perché Jung si arrabbiò?
La sera precedente, durante la cena, Read annunciò a Jung che avrebbe parlato di Picasso.
Jung non ne fu affatto entusiasta.
Durante la conferenza, Read utilizzò concetti junghiani per interpretare Picasso, ma — secondo le testimonianze — non distingueva chiaramente dove terminavano le idee di Jung e dove iniziavano le proprie.
A quel punto Jung si alzò e uscì dalla sala davanti a tutti.
Read rimase profondamente turbato dall’accaduto.
Perché proprio Picasso?
La vicenda ha un precedente importante.
Nel 1932, Jung aveva pubblicato sulla Neue Zürcher Zeitung un saggio dedicato a Picasso, poi ristampato nelle sue opere con il titolo “Picasso”.
È uno dei testi più controversi di Jung.
In sintesi
Jung sostiene che:
- l’arte di Picasso non è semplicemente innovativa;
- manifesta una discesa negli strati più profondi dell’inconscio;
- contiene immagini arcaiche e caotiche;
- presenta affinità con il materiale prodotto da alcuni pazienti psicotici.
È importante precisare che Jung non formulò una diagnosi clinica di Picasso. Utilizzò invece la categoria dello “schizoide” come chiave interpretativa delle immagini e della loro struttura simbolica. Il suo linguaggio, però, fu percepito da molti come un giudizio patologizzante e suscitò forti reazioni nel mondo dell’arte.
Il punto teorico di Jung
Per Jung l’arte autentica nasce dall’inconscio collettivo.
Esistono però due possibilità:
- l’artista riesce a integrare il materiale archetipico;
- ne viene travolto.
Jung temeva che in Picasso prevalesse il secondo caso.
Da qui il suo disagio.
Herbert Read la pensava quasi all’opposto
Read era uno dei maggiori difensori dell’arte moderna.
Per lui Picasso rappresentava:
- una straordinaria creatività;
- una nuova sintesi simbolica;
- un linguaggio capace di rinnovare la percezione.
Pur essendo vicino alla psicologia junghiana (fu editore dell’edizione inglese delle opere di Jung), Read riteneva che l’arte moderna non fosse un sintomo patologico, ma una forma legittima di conoscenza.
Perché l’episodio è importante?
Segna simbolicamente una frattura tra due concezioni dell’arte:
- Jung, più prudente verso le avanguardie e interessato alla loro dimensione psicologica e simbolica;
- Read, che vedeva nell’arte moderna un processo creativo positivo e innovativo.
Dopo il congresso del 1952 Jung non partecipò più a Eranos. Le fonti concordano però nel ritenere che non vi sono prove che l’incidente con Read sia stato l’unico motivo del suo ritiro: l’età avanzata e le condizioni di salute restano le spiegazioni più solide.
Per il tuo lavoro su Luigi Pericle, questo episodio è particolarmente interessante perché Herbert Read visiterà lo studio di Pericle ad Ascona nel 1964 e sarà tra i primi grandi critici internazionali a riconoscerne il valore, creando un legame diretto tra la storia di Eranos, Read e l’ambiente culturale asconese.
Ma Read e Jung hanno collaborato. Quando è finita fra loro ?
Sì, Jung e Herbert Read collaborarono per circa vent’anni, ma il loro rapporto non si concluse con una rottura netta come accadde, ad esempio, con Freud o Victor White.
Gli anni della collaborazione (circa 1930–1952)
Read fu uno dei principali promotori di Jung nel mondo anglosassone.
In particolare:
- contribuì in modo decisivo alla diffusione della psicologia junghiana nel Regno Unito;
- fu coinvolto come consulente editoriale delle traduzioni inglesi delle opere di Jung;
- mantenne una corrispondenza con Jung per molti anni; le lettere sono oggi pubblicate nei due volumi delle Letters. (JSTOR)
I due si stimavano profondamente, anche se provenivano da discipline diverse:
- Jung: psicologia e simbolismo;
- Read: critica d’arte, estetica e anarchismo culturale.
Dove iniziano le divergenze?
Già negli anni Quaranta Read sviluppa una teoria dell’arte moderna sempre più autonoma.
Per lui:
- Picasso,
- Kandinsky,
- Klee,
- Moore,
sono manifestazioni positive della creatività dell’inconscio.
Jung, invece, rimane molto più prudente.
Per lui l’inconscio produce sì simboli creativi, ma anche immagini disgreganti che possono travolgere la coscienza.
Questa differenza emerge soprattutto nel giudizio su Picasso.
Il congresso di Eranos del 1952
Qui avviene l’episodio famoso.
Read presenta The Dynamics of Art.
Secondo diverse testimonianze:
- Jung ascolta l’inizio;
- comprende che Read utilizzerà Picasso come esempio centrale;
- si irrita;
- lascia la sala.
L’episodio è riportato nella storiografia di Eranos, ma le ricostruzioni variano nei dettagli. (Centro Jungiano Scienze Spirituali)
È la fine dell’amicizia?
Le prove disponibili dicono no.
Non esiste:
- una lettera di rottura;
- uno scambio polemico;
- un’interruzione formale della corrispondenza.
Anzi, le Letters di Jung comprendono ancora corrispondenza con Herbert Read negli anni successivi, segno che il rapporto non cessò improvvisamente. (JSTOR)
Cosa cambia davvero?
Probabilmente cambia il peso del rapporto.
Dopo il 1952:
- Jung ha 77 anni;
- riduce drasticamente le conferenze;
- si dedica quasi esclusivamente ai grandi lavori finali (Aion, Answer to Job, Mysterium Coniunctionis);
- partecipa sempre meno alla vita pubblica.
Quindi la collaborazione con Read semplicemente si affievolisce.
L’ironia della storia
Per il tuo progetto su Luigi Pericle c’è un dettaglio molto interessante.
Dopo la morte di Jung, Herbert Read diventerà uno dei primi grandi critici internazionali ad apprezzare Luigi Pericle, visitandone lo studio ad Ascona nel 1964 e sostenendone il lavoro.
In un certo senso, Read rappresenta un ponte tra:
- il mondo di Jung ed Eranos;
- la scena artistica internazionale degli anni Sessanta;
- l’emergere di Luigi Pericle.
Questa connessione è storicamente significativa perché mostra come l’ambiente culturale di Ascona continui a evolversi: dalla psicologia analitica di Jung all’interesse di Read per un artista come Pericle, che lavorava su simbolismo, spiritualità e linguaggio dell’inconscio.
Ogni tanto qualcuno si chiede se Pericle avesse seguito Eranos. Ma non è possibile … cerco nell’archivio Pericle con Claude :
Ma Pericle non dice mai che ha seguito una conferenza perché all’epoca erano solo per gli invitati accademici, o sbaglio ?
Hai ragione.
Le Eranos Tagungen erano rigorosamente su invito. Non erano conferenze aperte al pubblico — erano raduni chiusi per un gruppo selezionato di studiosi, ricercatori e intellettuali invitati personalmente da Olga Fröbe-Kapteyn, poi dai successori. Jung, Kerényi, Eliade, Corbin, Scholem, Campbell — tutti invitati personalmente, anno dopo anno.
Un pittore in isolamento totale, per quanto straordinario, non sarebbe stato invitato alle sessioni accademiche. Pericle non era un accademico, non pubblicava saggi, non faceva parte di nessuna istituzione universitaria.
Ma la cosa interessante è questa: Eranos si teneva ad Ascona, sul lago Maggiore, a Casa Gabriella. Pericle viveva ad Ascona. Gli ospiti delle Tagungen — come Herbert Read nel 1964 — si fermavano all’Hotel Tamaro e giravano per il paese.
Quindi Pericle non partecipava alle conferenze. Ma viveva nel paese dove si tenevano. E alcuni di quegli ospiti — come Herbert Read, portato da Hans Hess — arrivavano fino alla sua villa.
Eranos andava da Pericle, non viceversa.
Pericle si ritira nel ’65 e non esce più di casa. La transizione verso una maggiore apertura pubblica di Eranos— con la possibilità per persone esterne al circolo accademico di partecipare come uditori — avvenne probabilmente negli anni ’70 o ’80, quando il convegno attraversò una fase di trasformazione e crisi.
Troviamo Eranos nell’archivio Luigi Pericle — quello che sappiamo:
Eranos è citato. La fonte è la lettera di Hans Hess del 6 agosto 1964 (Busta 2, FS 5):
“Sir Herbert Read will be in Ascona for the Eranos. He is staying at the Tamaro where he should be from this Saturday or Sunday onwards. I told him about you and asked him to come and see your work, but it might be best as well if you telephoned him at the Tamaro and made an appointment.”
Questo è il documento chiave. Eranos viene citato come il motivo per cui Herbert Read era ad Ascona nell’estate 1964 — e Hess sfruttò l’occasione per portarlo da Pericle.
Il significato:
Eranos — il convegno annuale fondato da Olga Fröbe-Kapteyn nel 1933 ad Ascona, con Jung, Kerényi, Eliade, Corbin, Campbell, Scholem — si teneva ogni agosto proprio ad Ascona, sul lago Maggiore. Pericle viveva ad Ascona in quegli stessi anni. I grandi intellettuali dell’esoterismo e della psicologia del profondo passavano ogni estate a poche centinaia di metri da casa sua.
Herbert Read vi andava — e nel 1964 andò anche da Pericle.
Sir Read nel 1965 scrisse:
“Durante una recente visita in Svizzera, sono stato invitato a visitare lo studio di un artista di cui non conoscevo le opere: LUIGI PERICLE. Mi sono recato lì senza grandi aspettative, poiché un artista sconosciuto è spesso un artista ancora acerbo o, nella migliore delle ipotesi, un dilettante di talento. Ho trovato invece un artista le cui opere mi hanno immediatamente colpito per la loro maestria professionale e la loro strana bellezza. Davanti a me c’era evidentemente un artista che aveva affinato il proprio talento nella quiete e che utilizzava quel talento per esprimere una percezione sottile della realtà. A volte si intravedeva un vago accenno a forme naturalistiche, ma la forma stessa era definita al di là delle apparenze fenomeniche, per rappresentare un’essenza interiore, una condizione spirituale che può essere rappresentata solo nelle armonie astratte della linea e del colore. Un’arte metafisica, quindi, ma che rimane fedele alle qualità sensoriali del materiale proprio dell’arte pittorica. LUIGI PERICLE era un artista maturo, il cui lavoro è molto apprezzato in Inghilterra e in Svizzera; il fatto che non sia più conosciuto in altri paesi può essere attribuito solo all’estrema modestia dell’artista e alla sua lunga ricerca di una bellezza assoluta. “
Comunque Jung non apprezzava alcune idee di Read già dal ’45, come si evince da questa lettera in cui ne parla in toni assai critici.
Prima di tutto devo chiederti scusa (anonima/o) per il notevole ritardo con cui rispondo alla tua lettera del marzo ’45. Non appena è tornata la pace, mi è piovuta addosso una vera e propria valanga di lettere. Prima di allora ero al sicuro, isolato dal mondo, e mi erano state risparmiate molte centinaia di lettere. Ora mi trovo nella friggitrice, soprattutto da quando ho compiuto 70 anni, quando il flusso di lettere è diventato ancora più intenso. Da quando mi sono ammalato non riesco mai a smaltire tutta la corrispondenza e soffro di un senso di colpa cronico. Ora sai in quali condizioni ti sto scrivendo. Devo ringraziarti per avermi gentilmente inviato il libro di Read sull’Educazione e l’Arte.¹ Purtroppo non riesco a condividere il tuo entusiasmo.
Non amo particolarmente il famoso pot-pourri: psicologia-arte-educazione. Ogni cosa di per sé è piuttosto piacevole, ma insieme diventa un miscuglio orribile. Mi dispiace, sono troppo critico, ma non riesco a superare questa mia idiosincrasia.
Cordiali saluti, c. c. jung Anonimo
1 Herbert Read, Education through Art (1943).
Un’altra lettera che trovate quì :
A Herbert Read [originale in inglese]
Caro signor Read,
Pro tempore sul Rigi, 17 ottobre 1948
Dopo aver letto il suo *Green Child*¹, mi sento in un certo senso moralmente in dovere di ringraziarla per avermi gentilmente segnalato la sua esistenza. Non mi sento naturalmente attratto da ciò che si definisce «letteratura», ma sono stranamente affascinato dalla narrativa autentica, ovvero dall’invenzione fantastica. Nella misura in cui la fantasia non è forzata, violata e asservita a un’idea bastarda e intellettualmente preconcetta, essa è un frutto legittimo e autentico dell’inconscio e, finora, mi ha fornito informazioni genuine sulle cose che trascendono la mente cosciente dello scrittore. La maggior parte degli scrittori detesta questo punto di vista. Ma presumo che tu non lo detesti, altrimenti non avresti fatto capitare il tuo libro nelle mie vicinanze. L’ho letto tutto d’un fiato in un giorno e mi ha provocato un brontolio nel profondo che mi ha tenuto sveglio per gran parte della notte. È, soprattutto, meravigliosamente inglese:
(scritto a mano.) Sir Herbert Read (1893–1968), poeta inglese, romanziere, critico d’arte, co-editore di C. W. (Vedi tavola nel vol. 2.) 1 *The Green Child* (1935).
Il popolo verde è costituito dagli abitanti di un paese sotterraneo in cui Siloen, la fanciulla verde, conduce Olivero, l’eroe della storia. 509 Materiale protetto da copyright: vai a letto senza particolari presentimenti e senza alcun piano o intuizione, e al risveglio ti ritrovi inspiegabilmente proprietario di 30.000 miglia quadrate di territorio vergine, dove non puoi fare a meno di essere immensamente utile ed efficiente. Per fortuna non sai di non esserci mai stato davvero, poiché scopri dopo 20-30 anni che ciò che contava davvero è rimasto nel tuo villaggio natale. Ciò che riscopri è una ricompensa per tutte le cose che hai professato e vissuto per una vita intera. Questo popolo verde — ahimè — era abbastanza reale, ma ha avuto un’esistenza infernale durante la tua assenza. Che cose incantevoli e anticonformiste ti sei perso! Dai bagni promiscui più piacevoli fino alle regioni più elevate della saggezza! Qui il mio Acheronte ha cominciato a tremare. Hai toccato l’arcano alchemico per eccellenza, la pietra filosofale, un problema davvero enorme che in realtà mi sta molto a cuore. La cosa scioccante è che la Pietra simboleggia un’idea altissimamente spirituale, vale a dire quell’immagine secolare e universale dell’Anthropos. Che cosa significa che lo Spirito stesso, persino il divino, sia pietra, o che sia lo spirito della pietra ? Tali idee non sono affatto invenzioni intellettuali, al contrario sono prodotti autentici, germogli naturali dell’inconscio. Non c’è nulla di arbitrario in esse. Nella tua storia i due mondi non si toccano, cioè il loro punto di contatto è piuttosto doloroso. È una questione di o l’uno o l’altro. Questo è del tutto vero, anzi immensamente vero. La mano destra non sa cosa sta cercando a tentoni la sinistra. Questa è la nostra «psicologia a compartimenti» mondiale. Un vecchio alchimista che leggesse il tuo romanzo avrebbe pianto di pura gioia. A me non ha fatto piangere, ma ha spinto la mia mente all’azione e ho dovuto risolvere tutti gli enigmi che hai proposto. Ad esempio, il tuo numero 5,3 dove dovrebbe esserci un 4, e perché questo mondo sotterraneo è così verde, ammuffito, circolare e simile al purgatorio? Non voglio sommergerti con gli sfoghi della mia mente stravagante. Volevo solo darti almeno un assaggio delle reazioni che il tuo libro ha suscitato. Vogliono essere un piccolo segno della mia gratitudine per una giornata di intenso divertimento e interesse.
Cordiali saluti, C. G. Jung
2 Cf. Psicologia e Alchimia, par. 405.
3 Nel paese del popolo verde ci sono sempre gruppi di cinque: 5 giudici, 5 panche con 5 uomini barbuti, ecc. Nell’alchimia il numero 5 svolge un ruolo importante come il quinconcio e la quintessenza.
4 Cfr. «Lo spirito nelle fiabe», par. 406.