L’articolo di Popular Mechanics non presenta una nuova scoperta sperimentale sulla coscienza. Riassume una proposta filosofica avanzata da due studiosi, Eric Schwitzgebel e Jeremy Pober, in un working paper, cioè un lavoro preliminare non ancora consolidato come consenso scientifico. (Popular Mechanics)
L’idea centrale è questa:
La coscienza potrebbe essere “substrate-flexible”.
In altre parole, la coscienza potrebbe non dipendere esclusivamente da un cervello biologico come il nostro. Se emergesse da particolari forme di organizzazione dell’informazione o della materia, allora potrebbe manifestarsi anche in supporti molto diversi:
- altre forme di vita extraterrestri;
- organismi con biochimiche differenti;
- sistemi artificiali molto complessi;
- strutture oggi difficili perfino da immaginare. (Popular Mechanics)
Il ragionamento
Gli autori usano il cosiddetto principio copernicano.
Come Copernico ha mostrato che la Terra non occupa una posizione privilegiata nell’universo, essi suggeriscono che forse anche la coscienza umana non rappresenta l’unica forma possibile di esperienza cosciente.
Da qui nasce l’ipotesi che nell’universo possano esistere numerose forme di coscienza radicalmente diverse dalla nostra. (Popular Mechanics)
Cosa dice la scienza attuale?
Qui è importante distinguere tra dati e speculazione.
È supportato dai dati
- Esistono molte teorie scientifiche della coscienza.
- Non esiste oggi una teoria universalmente accettata.
- Non sappiamo quali siano le condizioni necessarie e sufficienti affinché un sistema sia cosciente. (Popular Mechanics)
È un’ipotesi
- che una IA possa essere cosciente;
- che organismi alieni siano coscienti;
- che esistano coscienze basate su supporti completamente diversi dal cervello.
Ad oggi non abbiamo prove sperimentali che confermino nessuna di queste possibilità. (Popular Mechanics)
Collegamento con le teorie moderne
L’articolo si inserisce in un dibattito molto vivo che comprende, tra le altre:
- Integrated Information Theory (IIT), secondo cui la coscienza dipenderebbe dall’integrazione causale dell’informazione (Φ). (Wikipedia)
- Global Neuronal Workspace, che la interpreta come il risultato della diffusione globale dell’informazione nel cervello.
- Modelli biologici ed evolutivi.
- Ipotesi quantistiche (come Orch-OR), che però rimangono controverse e non validate sperimentalmente. (Wikipedia)
La coscienza è una proprietà esclusiva del cervello umano oppure può emergere in sistemi molto diversi?
La risposta della ricerca attuale è:
- non lo sappiamo;
- esistono modelli teorici che lo considerano possibile;
- non esistono ancora evidenze empiriche che dimostrino l’esistenza di forme di coscienza non biologiche o radicalmente differenti da quella umana.
Quindi l’articolo va letto come un invito ad ampliare il campo delle ipotesi scientifiche, non come la dimostrazione che esistano già “coscienze aliene” o “coscienze artificiali”. La sua forza è filosofica: suggerisce che potremmo essere limitati dalla nostra tendenza a prendere la mente umana come unico modello di riferimento. (Popular Mechanics)