Two elderly men in a study room discussing a book and notes

Cose dette anche in ST ma importante notare che anche se forse un pochino snobbata (la ST), altri la pensano come lei …

L’opinione oggi predominante in psicologia, neuroscienze e filosofia della mente sostiene che tutti gli aspetti della mente e della coscienza umane siano generati da processi fisici che avvengono nel cervello. Concezioni di questo tipo hanno dominato la produzione accademica degli ultimi decenni. Il presente volume, tuttavia, si propone di dimostrare empiricamente che questo materialismo riduzionista non è soltanto incompleto, ma anche falso. Gli autori raccolgono e analizzano in modo sistematico evidenze relative a una varietà di fenomeni psicologici che risultano estremamente difficili, e in alcuni casi chiaramente impossibili, da spiegare nei termini convenzionali del fisicalismo. Tra gli argomenti trattati figurano fenomeni di influenza psicofisica estrema, la memoria, gli automatismi psicologici e le personalità secondarie, le esperienze di premorte e fenomeni affini, la creatività di livello geniale e gli stati di coscienza “mistici”, sia spontanei sia indotti da sostanze psicotrope. Gli autori mostrano inoltre che questi fenomeni anomali trovano una spiegazione più agevole all’interno di una teoria alternativa delle relazioni tra mente e cervello, nota come teoria della “trasmissione” o del “filtro”, formulata oltre un secolo fa da F. W. H. Myers e successivamente sviluppata dal suo amico e collega William James. Questa teoria, inoltre, conferma la concezione del senso comune secondo cui gli esseri umani sono agenti coscienti dotati di efficacia causale e risulta pienamente compatibile con la fisica e le neuroscienze più avanzate. Il libro dovrebbe attirare l’attenzione di tutte le persone intellettualmente aperte che si interrogano sui misteri della mente, tuttora irrisolti.

Ho trovato questo post dell’ottimo Giulio Verga e siccome non ho voglia di comprare e leggere il libro perché sono pigro cerco con l’IA :

(Ah … se volete prima di cominciare date un occhiata a questo https://andreabiascacaroni.org/2025/08/16/sindrome-del-savant-acquisito/).

IA dice :

Approfondiamo, perché Irreducible Mind è uno dei testi più seri e documentati prodotti negli ultimi decenni contro il riduzionismo materialista.

Il contesto

La posizione dominante oggi nelle neuroscienze può essere riassunta così:

il cervello produce la mente.

Pensieri, emozioni, memoria, coscienza, libero arbitrio e senso del sé sarebbero tutti il risultato dell’attività neurale.

Questa posizione viene generalmente chiamata:

  • fisicalismo;
  • materialismo;
  • naturalismo neuroscientifico.

Gli autori di Irreducible Mind non contestano i dati delle neuroscienze.

Contestano una deduzione filosofica.

Dicono:

dai dati segue che cervello e mente siano correlati.

Non segue necessariamente che il cervello produca la coscienza.

La differenza è enorme.


William James e F.W.H. Myers

Gli autori recuperano due figure oggi poco lette ma fondamentali:

William James

Frederic W. H. Myers

Entrambi furono membri della Society for Psychical Research. (si sono proprio quelli dell’affare Coulomb di H.P.B., piccolo il mondo, n’est-ce pas ?)

Verso la fine dell’Ottocento formularono una teoria radicale.

Il cervello potrebbe non essere un produttore.

Potrebbe essere un filtro.


La teoria del filtro

L’esempio classico è la radio.

Una radio riceve Mozart.

Se rompi la radio, la musica si distorce.

Ma questo non prova che la radio produca Mozart.

Potrebbe semplicemente trasmetterlo.

Secondo Myers e James:

  • la coscienza esisterebbe in una forma più ampia;
  • il cervello la limiterebbe;
  • la personalità ordinaria sarebbe una riduzione di qualcosa di più vasto.

Per questo la teoria viene chiamata:

  • transmission theory;
  • filter theory;
  • transmission-filter model.

Le esperienze di premorte

Uno degli argomenti più forti del libro riguarda le NDE (Near Death Experiences).

Autori come:

Bruce Greyson

Pim van Lommel

hanno documentato migliaia di casi.

Le caratteristiche tipiche sono:

  • coscienza lucida;
  • sensazione di uscire dal corpo;
  • revisione della vita;
  • incontri con persone decedute;
  • trasformazioni permanenti della personalità.

Il problema per il materialismo è che alcuni casi sembrano verificarsi durante periodi di attività cerebrale gravemente compromessa.

Gli autori sostengono che questi dati non dimostrino la sopravvivenza della coscienza.

Ma sostengono che siano difficili da spiegare esclusivamente in termini neurochimici.


Savant syndrome

Altro tema importante.

Persone con gravi danni cerebrali possono talvolta sviluppare capacità straordinarie:

  • calcolo;
  • memoria;
  • musica;
  • arte.

Gli autori si chiedono:

perché una lesione dovrebbe liberare una capacità?

Se il cervello fosse semplicemente un produttore, ci si aspetterebbe solo perdita.

La teoria del filtro permette invece una lettura diversa:

alcune lesioni potrebbero ridurre i meccanismi di inibizione.


Personalità multiple

Gli autori dedicano molte pagine a:

  • automatismi;
  • stati dissociativi;
  • personalità secondarie.

Qui l’influenza di Myers è evidente.

Myers parlava di:

subliminal self

un sé subliminale molto più vasto della coscienza ordinaria.

Questa idea influenzerà profondamente:

  • Jung;
  • Assagioli;
  • la psicologia transpersonale.

Creatività geniale

Il libro analizza molti casi di:

  • matematici;
  • musicisti;
  • poeti;
  • inventori.

Molti descrivono le proprie intuizioni come ricevute.

Non costruite passo per passo.

Pensiamo a:

Srinivasa Ramanujan

che attribuiva molte formule a rivelazioni oniriche.

Oppure a:

Wolfgang Amadeus Mozart

che parlava di opere complete apparse improvvisamente alla coscienza.

Naturalmente questo non prova nulla.

Ma gli autori lo considerano compatibile con una mente più ampia della coscienza ordinaria.


Critiche accademiche

Qui occorre essere molto rigorosi.

La maggior parte dei neuroscienziati non accetta le conclusioni del libro.

Le obiezioni principali sono:

  1. anomalie non implicano dualismo;
  2. molte evidenze sono aneddotiche;
  3. correlazioni cervello-coscienza rimangono enormi;
  4. non esiste un modello fisico verificabile della trasmissione.

Queste critiche sono reali e serie.


Perché il libro è importante

Non perché abbia dimostrato la sopravvivenza dell’anima.

Non l’ha fatto.

Non perché abbia confutato definitivamente il materialismo.

Non l’ha fatto.

Il suo contributo è un altro.

Mostra che il problema mente-cervello è molto meno risolto di quanto spesso venga affermato.

Molti neuroscienziati parlano come se la coscienza fosse ormai spiegata.

In realtà non esiste ancora una teoria universalmente accettata che spieghi:

  • l’esperienza soggettiva;
  • il sé;
  • il significato;
  • la coscienza fenomenica.

Ed è proprio in questo spazio aperto che ritornano figure come:

  • William James;
  • Myers;
  • Jung;
  • Bergson;
  • Aldous Huxley.

Non come reliquie del passato, ma come pensatori che avevano già immaginato un’ipotesi oggi tornata sorprendentemente attuale:

il cervello non crea necessariamente la coscienza; potrebbe essere il dispositivo che la filtra, la organizza e la rende utilizzabile nella vita quotidiana.

È una teoria minoritaria. Ma non è una teoria marginale. E Irreducible Mind resta probabilmente la sua difesa più completa e sofisticata del XXI secolo.

________

William James (1842–1910)

Se dovessi indicare una singola figura che collega:

  • psicologia moderna,
  • filosofia della coscienza,
  • misticismo,
  • ricerca psichica,
  • pragmatismo,

probabilmente sarebbe William James.

Oggi viene ricordato come uno dei padri della psicologia scientifica. Ma questa definizione è riduttiva.

James era interessato a una domanda molto più grande:

Che cos’è la coscienza?

E soprattutto:

Qual è l’intera estensione della coscienza umana?


Harvard

Professore ad Harvard University.

Pubblica nel 1890:

The Principles of Psychology

Ancora oggi considerato uno dei grandi classici della psicologia.

Fu lui a coniare l’espressione:

“stream of consciousness”

flusso di coscienza.

Per James la mente non è una macchina.

È un processo continuo.

Un fiume.


Il pragmatismo

James è uno dei fondatori del:

Pragmatismo

Secondo lui una teoria va giudicata anche dai suoi effetti pratici.

Una credenza può avere valore se produce trasformazioni reali nell’esperienza.

Questo approccio lo rende molto diverso dai materialisti dogmatici.


Le esperienze religiose

Il suo libro più famoso oggi è probabilmente:

The Varieties of Religious Experience

Pubblicato nel 1902.

È un testo straordinario.

James non si chiede:

Le religioni sono vere?

Si chiede:

Che cosa accade nella mente umana durante le esperienze spirituali?

Analizza:

  • conversioni;
  • estasi;
  • visioni;
  • stati mistici;
  • guarigioni.

Conclude che questi stati sono reali come esperienze psicologiche e meritano studio scientifico.


La Society for Psychical Research

Qui diventa particolarmente interessante per te.

James fu membro e sostenitore della:

Society for Psychical Research

Fondata nel 1882.

Tra i membri troviamo:

  • Myers;
  • Henry Sidgwick;
  • Edmund Gurney;
  • Oliver Lodge.

Lo scopo era studiare scientificamente:

  • telepatia;
  • medianità;
  • apparizioni;
  • esperienze di morte imminente;
  • fenomeni psichici.

James non era un credulone.

Era uno scienziato.

Ma riteneva che certi fenomeni meritassero di essere indagati invece di essere esclusi a priori.


La teoria del filtro

Questo è forse il punto più importante.

James scrive che il cervello potrebbe non essere un produttore di coscienza.

Potrebbe essere:

  • un filtro;
  • una valvola;
  • un trasmettitore.

L’idea verrà sviluppata soprattutto da Myers e successivamente da:

  • Henri Bergson
  • Aldous Huxley

Huxley la renderà celebre nel libro:

The Doors of Perception

Secondo questa visione:

la coscienza è più ampia del cervello.

Il cervello serve a limitarla.


Il “sé subliminale”

James fu profondamente influenzato da Myers.

Entrambi ritenevano che la coscienza ordinaria fosse solo una piccola porzione della psiche.

Una famosa frase di James recita:

“La nostra coscienza normale è soltanto un tipo speciale di coscienza.”

Secondo lui esistono stati di coscienza completamente differenti separati da una sottile barriera.

Questa idea influenzerà:

  • Jung;
  • Assagioli;
  • la psicologia umanistica;
  • la psicologia transpersonale.

Perché interessa oggi

Per quasi tutto il XX secolo James fu in parte “addomesticato”.

Gli psicologi conservavano:

  • il pragmatismo;
  • la psicologia.

Ignoravano:

  • la ricerca psichica;
  • la teoria del filtro;
  • le esperienze mistiche.

Negli ultimi vent’anni però è successo qualcosa.

Le discussioni su:

  • coscienza;
  • NDE;
  • stati mistici;
  • psichedelici;

hanno riportato James al centro del dibattito.

Molte idee che sembravano eccentriche nel 1900 sono tornate improvvisamente attuali.


James e Jung

Jung lo considerava una figura fondamentale.

Entrambi condividono alcune intuizioni:

  • la coscienza ordinaria è limitata;
  • esistono livelli più profondi della psiche;
  • il simbolo è essenziale;
  • le esperienze spirituali meritano studio.

La differenza è che Jung sviluppa una psicologia.

James rimane soprattutto un esploratore.


Una frase che riassume tutto

Probabilmente la frase più famosa e importante di William James è:

“La nostra coscienza normale da svegli, la coscienza razionale, non è che un tipo particolare di coscienza, mentre tutto intorno ad essa, separate dal più sottile degli schermi, esistono forme potenziali di coscienza completamente diverse.”

In un certo senso, tutta la storia che va da Myers a Jung, da Huxley a Irreducible Mind, da Eranos alla psicologia transpersonale, nasce da questa intuizione. Non dalla certezza che esistano altri mondi, ma dalla possibilità che la coscienza umana sia molto più vasta di quanto la cultura materialista abbia finora immaginato.

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