La fisica attuale si basa su due teorie straordinariamente efficaci:
- la General Relativity di Einstein, che descrive gravità, spazio e tempo;
- la Quantum Mechanics, che descrive particelle, atomi e campi quantistici.
Entrambe funzionano magnificamente nei rispettivi domini.
Il problema è che non funzionano bene insieme.
Da quasi un secolo la maggior parte dei fisici tenta di “quantizzare” la gravità:
- teoria delle stringhe;
- gravità quantistica a loop;
- approcci emergentisti;
- altre varianti.
L’articolo descrive invece una strada diversa:
forse non dobbiamo modificare la gravità per adattarla alla meccanica quantistica; forse dobbiamo modificare la meccanica quantistica stessa.
Qui entra in gioco il lavoro di ricercatori come Angelo Bassi e altri studiosi delle cosiddette teorie di “collasso oggettivo”.
L’idea di fondo è molto profonda.
La meccanica quantistica standard permette che un sistema esista in sovrapposizione di stati:
- gatto vivo e morto;
- particella in più posizioni;
- molte possibilità contemporanee.
Ma nel mondo quotidiano vediamo sempre un’unica realtà definita.
Perché?
La teoria standard risponde in modo incompleto.
Le teorie di collasso oggettivo ipotizzano che esista un processo fisico reale che distrugge spontaneamente le sovrapposizioni quantistiche.
Alcuni ricercatori hanno proposto che la gravità possa essere proprio il meccanismo che forza la realtà a scegliere uno stato definito.
In questa visione:
- la gravità non sarebbe soltanto una forza;
- potrebbe essere il processo che trasforma il mondo delle possibilità quantistiche nella realtà concreta che osserviamo.
Se fosse vero, sarebbe rivoluzionario.
Perché?
Perché la gravità diventerebbe legata:
- alla nascita della realtà osservabile;
- al problema della misura quantistica;
- alla natura del tempo;
- alla struttura stessa della coscienza osservante (almeno indirettamente).
Va però detto chiaramente:
non esiste alcuna prova sperimentale che questa idea sia corretta.
È una possibilità teorica attualmente in fase di verifica.
L’aspetto più interessante dell’articolo è probabilmente un altro.
Per decenni molti fisici hanno pensato che la meccanica quantistica fosse una teoria definitiva.
Oggi sempre più ricercatori ammettono che potrebbe essere soltanto un’approssimazione, proprio come la meccanica di Newton era un’approssimazione della relatività.
Se così fosse, ci troveremmo in una situazione simile a quella vissuta da Newton, Maxwell o Einstein:
una teoria estremamente efficace, ma non ancora l’ultima parola sulla natura della realtà.
È esattamente per questo che, nonostante tutta la tecnologia moderna, gli scienziati seri continuano a parlare di grandi misteri aperti.
Non sappiamo ancora:
- cos’è la gravità a livello fondamentale;
- perché esista il tempo;
- come emerga la realtà classica dal mondo quantistico;
- cosa sia la coscienza;
- se esista una vera teoria del tutto.
L’articolo di New Scientist è interessante proprio perché mostra che, nel 2026, queste domande non sono affatto chiuse. Anzi, in alcuni casi siamo forse tornati a mettere in discussione ipotesi che per decenni sembravano intoccabili.
Se ti riferisci alla linea di ricerca secondo cui la gravità potrebbe essere responsabile del collasso della funzione d’onda quantistica o che la meccanica quantistica debba essere modificata per fare spazio alla gravità, i nomi più importanti sono questi:
I pionieri
- Roger Penrose
Probabilmente il più famoso sostenitore dell’idea. Dagli anni ’80 propone che sovrapposizioni quantistiche di geometrie spazio-temporali diverse siano instabili e collassino spontaneamente per effetto gravitazionale. - Lajos Diósi
Sviluppò indipendentemente un modello molto simile a quello di Penrose. Oggi si parla spesso di modello Diósi-Penrose.
Teorie di collasso oggettivo
- GianCarlo Ghirardi
Coautore della teoria GRW (Ghirardi-Rimini-Weber), una delle più importanti modifiche della meccanica quantistica. - Alberto Rimini
- Tullio Weber
La teoria GRW non nasce dalla gravità ma introduce un collasso fisico reale delle sovrapposizioni.
La scuola italiana contemporanea
- Angelo Bassi
Università di Trieste. È oggi uno dei maggiori esperti mondiali delle teorie di collasso. Lavora sia sugli aspetti teorici sia sui test sperimentali. - Luca Ferialdi
Collaboratore di Bassi e attivo nello sviluppo matematico di questi modelli.
Esperimenti e verifiche
- Markus Aspelmeyer
Conduce esperimenti di optomeccanica quantistica che potrebbero testare queste idee. - Dirk Bouwmeester
Ha proposto esperimenti per verificare modelli gravitazionali di collasso. - Igor Pikovski
Studia gli effetti gravitazionali nei sistemi quantistici.
Figure collegate
- Carlo Rovelli
Non sostiene il collasso gravitazionale, ma lavora sulla gravità quantistica e sul problema del tempo. - Lee Smolin
Critico dell’ortodossia e favorevole all’esplorazione di approcci alternativi. - Sabine Hossenfelder
Segue con interesse questi sviluppi, pur mantenendo una posizione molto cauta.
Quanto è mainstream?
Qui è importante essere precisi.
La posizione dominante della fisica oggi rimane:
- meccanica quantistica standard;
- relatività generale standard;
- tentativi di quantizzare la gravità.
L’idea che la gravità provochi il collasso della funzione d’onda è rispettata ma minoritaria.
Non è considerata pseudoscienza.
Non è considerata dimostrata.
È una delle poche alternative serie e matematicamente formulate al paradigma dominante.
Molti fisici la prendono sul serio perché, a differenza di numerose speculazioni filosofiche, produce previsioni sperimentali verificabili. Ed è proprio questo che sta attirando attenzione negli ultimi anni: per la prima volta alcuni esperimenti potrebbero essere abbastanza sensibili da confermare o escludere queste teorie.
Non puoi ancora “vedere” direttamente la gravità far collassare una funzione d’onda. Gli esperimenti attuali cercano effetti indiretti estremamente piccoli.
I principali filoni sperimentali sono:
1. Nanoparticelle e sfere in levitazione
Gruppi come quello di Markus Aspelmeyer sospendono minuscole sfere mediante:
- laser;
- campi elettrici;
- levitazione ottica.
L’obiettivo è mettere un oggetto relativamente grande in sovrapposizione quantistica.
Se il collasso gravitazionale esiste, la sovrapposizione dovrebbe decadere più rapidamente di quanto preveda la meccanica quantistica standard.
2. Diamanti con difetti quantistici
Si utilizzano cristalli di diamante contenenti centri NV (Nitrogen Vacancy).
L’idea è:
- creare stati quantistici macroscopici;
- misurare eventuali perdite anomale di coerenza.
È uno degli approcci citati spesso da Penrose e dai suoi collaboratori.
3. Interferometria molecolare
Molecole enormi vengono fatte interferire come onde.
Più grande diventa l’oggetto:
- più difficile è mantenere la sovrapposizione;
- più facilmente si possono testare teorie di collasso.
Esperimenti di questo tipo vengono condotti a University of Vienna e in altri laboratori europei.
4. Orologi atomici ultra-precisi
Alcuni fisici stanno studiando se la gravità influenzi direttamente:
- il tempo quantistico;
- la decoerenza;
- la sovrapposizione.
Si utilizzano orologi atomici con precisioni incredibili.
5. Pendoli e oscillatori meccanici
Piccoli oscillatori raffreddati quasi allo zero assoluto.
Qui si cerca di osservare se compare un rumore extra che potrebbe essere causato da un collasso oggettivo.
Cosa è stato trovato finora?
Finora:
- nessuna conferma;
- nessuna smentita definitiva.
Molti modelli GRW originali sono già stati fortemente limitati dagli esperimenti.
I modelli di Roger Penrose e Lajos Diósi sono ancora compatibili con i dati disponibili.
L’esperimento “decisivo”
Il sogno di Penrose è semplice da descrivere.
Creare una sovrapposizione quantistica di un oggetto abbastanza massiccio:
- qui;
- e contemporaneamente là.
Se la gravità collassa spontaneamente la sovrapposizione:
- la meccanica quantistica standard sarà incompleta;
- avremo la prima evidenza sperimentale di una nuova fisica;
- potrebbe aprirsi una strada verso una teoria unificata tra gravità e quanti.
Molti fisici considerano questo uno degli esperimenti concettualmente più importanti del XXI secolo. Se risultasse positivo, sarebbe una scoperta paragonabile alla relatività o alla meccanica quantistica.
Per visualizzare bene l’idea di Roger Penrose ti consiglio soprattutto questo:
“Gravity Collapses the Wave Function” Says Roger Penrose
YouTube video
È breve e va direttamente al punto centrale:
- sovrapposizione quantistica;
- gravità;
- collasso della funzione d’onda;
- nascita della realtà osservabile. (YouTube)
Per una spiegazione più approfondita:
Searching for Reality in the Quantum World | Roger Penrose
YouTube discussion
Qui Penrose discute il problema della realtà quantistica, del collasso e del perché ritiene incompleta la meccanica quantistica standard. (YouTube)
Se invece vuoi capire il concetto in modo quasi cinematografico, immagina questa scena:
- una particella massiccia è contemporaneamente in due posizioni;
- ogni posizione genera una geometria leggermente diversa dello spazio-tempo;
- l’universo non riesce a mantenere indefinitamente queste due geometrie concorrenti;
- dopo un certo tempo una delle due possibilità “vince”;
- appare una sola realtà concreta.
Penrose sostiene che questo collasso sia un processo fisico reale causato dalla gravità, non semplicemente dall’osservazione umana. (Wikipedia)
La formula intuitiva della teoria è:
Egτ∼ℏ
dove:
- Eg = instabilità gravitazionale tra due possibili geometrie dello spazio-tempo;
- τ = tempo di collasso;
- ℏ = costante di Planck ridotta.
Più grande è la differenza gravitazionale tra le due possibilità, più rapidamente la sovrapposizione collassa. Questa è l’idea centrale del modello Diósi–Penrose. (Wikipedia)
Sembra molto la teoria teosofica del logos e delle bolle di koilon
Sì, a livello simbolico e filosofico la somiglianza è notevole.
Bisogna però distinguere molto chiaramente:
- la teoria di Penrose è una proposta fisico-matematica verificabile;
- la cosmologia teosofica è una dottrina metafisica e simbolica.
Non derivano l’una dall’altra e non esistono evidenze che Penrose si sia ispirato alla teosofia.
Detto questo, il parallelismo è interessante.
Nella cosmologia di Helena Petrovna Blavatsky e soprattutto nelle elaborazioni di Annie Besant e Charles Webster Leadbeater, il cosmo emerge da una sostanza primordiale chiamata Koilon.
Il Koilon viene descritto come:
- il “vuoto” metafisico;
- il contenitore universale;
- il substrato fondamentale della manifestazione.
La materia non sarebbe costituita da “particelle solide”, ma da:
- vortici;
- cavità;
- centri di forza;
- bolle nel Koilon.
Secondo questa visione, ciò che percepiamo come materia sarebbe in realtà una struttura di organizzazione del vuoto.
È curioso perché anche la fisica contemporanea è arrivata a un’immagine in cui:
- gli atomi sono quasi completamente vuoti;
- le particelle sono eccitazioni di campi;
- il vuoto quantistico possiede struttura;
- lo spazio-tempo potrebbe essere emergente.
Naturalmente i dettagli sono completamente diversi.
La somiglianza più forte emerge però sul tema della realtà che “emerge”.
Nella teosofia:
Logos → campi di coscienza → strutture nel Koilon → materia.
In alcune interpretazioni moderne della gravità quantistica:
informazione → struttura quantistica → spazio-tempo → materia.
Sono linguaggi molto differenti, ma entrambi cercano di rispondere alla stessa domanda:
Come nasce il mondo concreto da qualcosa di più fondamentale e invisibile?
Anche il concetto teosofico del Logos presenta un’analogia interessante.
Per Besant e Leadbeater il Logos non crea un universo già fatto, ma stabilisce:
- leggi;
- relazioni;
- possibilità;
- campi di organizzazione.
In alcune teorie fisiche contemporanee la realtà osservata emerge anch’essa da un livello più profondo di possibilità quantistiche.
Qui il parallelismo diventa quasi inevitabile:
- Teosofia → il Logos organizza il potenziale cosmico.
- Penrose → la gravità trasforma il potenziale quantistico in realtà concreta.
Non è la stessa teoria.
Ma entrambe affrontano il medesimo problema filosofico:
Come si passa dal possibile al reale?
Ed è probabilmente per questo che leggendo Penrose molti studiosi di teosofia, di Jung o di filosofia della coscienza avvertono una certa familiarità concettuale, pur sapendo che il percorso scientifico e quello esoterico restano metodologicamente molto diversi.