Rossellini ha avuto un incidente d’auto nel 55 ?
Sì, Roberto Rossellini ebbe un incidente d’auto, ma l’episodio avvenne poco prima del 1955, presumibilmente tra il 1953 e il 1954. [1, 2]
Grande appassionato di automobilismo e amico personale di Enzo Ferrari, il celebre regista acquistò una Ferrari 375 MM Spyder (telaio #0402) nata originariamente per le competizioni sportive. A seguito di un incidente stradale in cui la vettura rimase seriamente danneggiata nella parte anteriore, Rossellini decise di non rottamarla, ma di riportarla a Maranello. [1, 2]

Enzo Ferrari affidò allora il telaio al celebre carrozziere Sergio Scaglietti. Proprio a cavallo tra il 1954 e il 1955, Scaglietti completò i lavori trasformando l’auto incidentata in uno spettacolare e unico modello di Coupé stradale color argento destinato al regista e alla moglie Ingrid Bergman. Quella vettura è considerata ancora oggi un capolavoro assoluto della storia dell’automobile. [1, 2]
Se desideri approfondire la storia, posso darti maggiori dettagli su:
- La collezione di Ferrari possedute da Rossellini
- La storia della carrozzeria Scaglietti e della rinascita di questo modello unico [1, 2]
Ma la ferrari che luigi pericle, la 250 mm vignale ricarrozzata da scaglietti e appartenuta a rossellini ??? Ha avuto 2 incidenti o semplicemente è stata ricarrozzata
No, la vettura appartenuta all’artista Luigi Pericle (Luigi Pericle Giovannetti) non subì incidenti con Rossellini; fu semplicemente ricarrozzata in un secondo momento. [1]
Si tende spesso a fare confusione perché Roberto Rossellini possedette due Ferrari diverse che passarono da Scaglietti, ma con storie completamente differenti: [1]
- La Ferrari 250 MM Vignale Spyder (Telaio #0230MM — Quella di Luigi Pericle):
Rossellini acquistò questa vettura (nata originariamente con carrozzeria Vignale) e la guidò anche alla Mille Miglia del 1953. Rossellini la vendette nel 1954. Fu solo nel 1955, quando l’auto era già di un altro proprietario, che la carrozzeria originale Vignale venne sostituita con una nuova carrozzeria Spyder creata da Scaglietti. Nel 1960 l’auto venne acquistata ad Ascona dal pittore e maestro spirituale Luigi Pericle, per poi finire anni dopo nella celebre Collezione Schlumpf in Francia. [1, 2, 3, 4] - La Ferrari 375 MM (Telaio #0402):
Questa è la vettura che subì il grave incidente stradale. Rossellini la fece spedire a Maranello e fu allora che Scaglietti la ricarrozzò ex novo, trasformandola da uno Spyder da corsa a un leggendario ed elegantissimo Coupé stradale color argento. [1, 2, 3]

La Ferrari 250 MM ex-Rossellini poi acquistata da Luigi Pericle cambiò quindi “abito” per pura scelta estetica e di evoluzione stilistica dell’epoca, e non a causa di un sinistro mentre si trovava nelle mani del regista. [1, 2]
Perché Rossellini la vendette ?
Roberto Rossellini vendette la Ferrari 250 MM Vignale (telaio #0230MM) nell’aprile del 1954 principalmente per due motivi: la delusione agonistica e il suo vorticoso stile di vita da collezionista. [1]
- La delusione alla Mille Miglia: Rossellini non era solo un ammiratore di auto, ma amava anche gareggiare. Nell’aprile del 1953 decise di iscriversi alla mitica Mille Miglia proprio al volante di questa 250 MM. Come copilota e navigatore scelse il suo fidato direttore della fotografia, Aldo Tonti. L’esperienza si rivelò però un mezzo disastro: Tonti visse la folle velocità della gara con vero e proprio terrore e l’auto fu costretta al ritiro a causa della rottura del differenziale. [1, 2]
- Il “passaggio” a modelli successivi: Rossellini usò l’auto ancora per qualche mese (portandola ad esempio a correre in Svezia nel settembre del 1953), ma perse progressivamente interesse per quel modello da competizione così estremo e rigido. Essendo un cliente ultra-privilegiato di Maranello e un uomo che amava cambiare continuamente vetture (acquistò numerose Ferrari nell’arco di pochi anni), decise di monetizzare e cederla a un acquirente di Genova per fare spazio a nuovi progetti, concentrandosi sulle più confortevoli berlinette e stradali personalizzate. [1, 2, 3, 4, 5]
Fu proprio a causa di questa vendita che la vettura passò di mano, venendo poi modificata esteticamente da Scaglietti nel 1955 per conto dei successivi proprietari. [1, 2]
Il terrore del regista Aldo Tonti durante quella Mille Miglia :
L’episodio del “terrore” di Aldo Tonti è uno degli aneddoti più famosi e divertenti della storia della Mille Miglia, ed è stato raccontato nei dettagli dallo stesso direttore della fotografia nella sua autobiografia del 1963, intitolata “Odore di cinema”. [1]
Una trappola d’amicizia
Nel 1953, Roberto Rossellini convinse il suo fidato collaboratore Aldo Tonti a fargli da copilota e navigatore alla XX edizione della Mille Miglia a bordo della nuova Ferrari 250 MM Vignale. Tonti, che era un uomo di cinema abituato a ritmi e sicurezze ben diversi, accettò probabilmente senza rendersi conto di cosa significasse davvero correre una gara di velocità su strade pubbliche dell’epoca, senza cinture di sicurezza e a medie pazzesche. [1, 2, 3]
Un incubo a 200 km/h
Non appena la vettura (numero di partenza #544) lasciò la pedana di Brescia, l’entusiasmo si trasformò immediatamente in panico: [1, 4]
- La guida spericolata di Rossellini: Il regista guidava “da impazzito”, spingendo il motore V12 al massimo tra le curve strette e i passi appenninici.
- Il terrore psicologico: Tonti racconterà di aver passato i primi chilometri della corsa letteralmente pietrificato dalla paura, aggrappato a qualsiasi appiglio nell’abitacolo della barchetta Vignale, mentre la folla a bordo strada sfiorava la carrozzeria a velocità folle. [1]
- Il “quaderno delle note” inutile: In teoria il navigatore doveva leggere le note sul percorso per segnalare le curve al pilota. In pratica, Tonti era talmente terrorizzato e frastornato dal rombo del motore e dai sobbalzi che non riuscì a spiccicare parola, rendendosi del tutto “inutile” come copilota.
La “salvezza” meccanica
Fortunatamente per le coronarie di Tonti, la corsa della coppia di cineasti non durò fino a Brescia. All’altezza delle Marche, il differenziale della Ferrari cedette, costringendo la vettura al ritiro. Mentre Rossellini era furioso per il guasto meccanico che gli impediva di rimontare, si dice che Aldo Tonti abbia vissuto quel guasto come una vera e propria grazia ricevuta, scendendo dall’auto tremante ma sollevato per aver salvato la pelle. [1]
Dopo quella spaventosa esperienza, Tonti giurò a se stesso che non sarebbe mai più salito su un’auto da corsa, preferendo di gran lunga l’adrenalina dei set cinematografici protetti.
Incredibile reazione di Ingrid Bergman che li aspettava ai punti di controllo della corsa! [5, 6]
Ingrid Bergman detestava la Mille Miglia e l’ossessione del marito per le corse, considerandole inutili e mortali. Prima della partenza, diede il suo consenso a Rossellini in modo del tutto riluttante, dichiarando ironicamente alla stampa dell’epoca: “Le cose proibite sono sempre così desiderabili”. [1, 2, 3]
La parte più memorabile e teatrale della vicenda, tuttavia, avvenne proprio durante lo svolgimento della corsa: [1]
- L’agguato a Roma: Sapendo che la corsa passava per la Capitale, la Bergman decise di aspettare il marito al punto di controllo di Roma. [1, 3, 4]
- Il blocco stradale “umano”: Quando la Ferrari 250 MM di Rossellini arrivò tra la folla acclamante, l’attrice – secondo le cronache e la leggenda della corsa – si gettò letteralmente sul cofano della vettura, rifiutandosi di spostarsi a meno che il marito non accettasse di ritirarsi immediatamente dalla competizione. [1, 3]
- La scusa perfetta: Rossellini stava già riscontrando i primi pesanti problemi al differenziale dell’auto (che da lì a poco avrebbe ceduto del tutto, come raccontato da Tonti). La protesta plateale della moglie gli offrì una formidabile via d’uscita “onorevole” davanti al pubblico: il regista spense il motore, abbandonò la gara e riabbracciò la moglie tra gli applausi dei presenti. [4, 5, 6]
Le Ferrari nate “per farsi perdonare”
Rossellini era consapevole di quanto la moglie soffrisse questa sua passione spericolata e cercò di farsi perdonare ordinando a Enzo Ferrari dei modelli unici creati su misura per lei. [5, 7]
Tra questi spicca la leggendaria Ferrari 375 MM Berlinetta Speciale del 1954 (con carrozzeria Pinin Farina). Rossellini fece creare per l’occasione una tonalità di vernice del tutto personalizzata che richiamava il colore dei capelli dell’attrice: una tinta unica battezzata ufficialmente da Maranello come “Grigio Ingrid”, un colore entrato nel mito e ancora oggi presente nel catalogo storico della scuderia. [1, 8, 9]
Torniamo alla 250MM :
Ecco la vera storia della Ferrari 250 MM Vignale (telaio #0230MM), la vettura che legò indissolubilmente il cinema di Roberto Rossellini, l’arte di Luigi Pericle e il tocco artigianale della Carrozzeria Scaglietti. [1, 2]
A differenza della 375 MM, questo modello non venne ricarrozzato a causa di un incidente, ma per una pura evoluzione estetica e sportiva voluta dai proprietari successivi a Rossellini. [1, 3]
1. La nascita e l’era Rossellini (L’abito Vignale)
La vettura nacque alla fine del 1952 e venne inizialmente esposta da Ferrari come auto da salone al Salone dell’Automobile di Parigi. Era una “barchetta” (uno spyder da corsa aperto) con una carrozzeria sinuosa e compatta realizzata da Vignale su disegno del celebre designer Giovanni Michelotti. [2, 3, 4, 5, 6]
Nel febbraio del 1953, Roberto Rossellini la acquistò immatricolandola con targa “Roma”. Fu proprio con questa carrozzeria originale Vignale che il regista disputò la famosa e sfortunata Mille Miglia del 1953 insieme ad Aldo Tonti, prima di decidere di venderla nell’aprile del 1954 a un acquirente di Genova. [1, 3, 7, 8, 9]
2. Il 1955: La trasformazione di Scaglietti
Nel 1955, quando l’auto non era più di Rossellini, il nuovo proprietario decise di aggiornare la linea della vettura per renderla più moderna e competitiva. La carrozzeria Vignale venne completamente rimossa e lo chassis fu inviato a Sergio Scaglietti. [1, 3, 7]
Scaglietti creò un nuovo corpo vettura Spyder in alluminio: il muso divenne più profilato, le linee più tese e aggressive, anticipando in parte gli stilemi che avrebbero reso immortali le vetture da corsa della seconda metà degli anni Cinquanta (come la futura 250 Testa Rossa). La vettura cambiò radicalmente volto: l’eleganza barocca di Vignale lasciò il posto alla pura aerodinamica funzionale di Scaglietti. [1, 4, 6, 7]
3. L’arrivo ad Ascona da Luigi Pericle
Dopo aver cambiato diversi proprietari in Italia e aver corso altre gare minori, nel 1960 la 250 MM ricarrozzata Scaglietti venne acquistata dal pittore, illustratore e studioso di teosofia Luigi Pericle (Luigi Pericle Giovannetti), che all’epoca viveva proprio ad Ascona, in Svizzera. [1, 2, 10]
Pericle, uomo dal fascino magnetico e poliedrico, amava il design e la velocità: utilizzò questa rarissima vettura sia come fonte d’ispirazione geometrica e dinamica per le sue opere astratte, sia per muoversi tra le strade del Canton Ticino, immortalandola in storici scatti fotografici privati insieme alla moglie Orsolina. [11]
Il destino odierno: La Collezione Schlumpf
Luigi Pericle custodì la Ferrari fino al 1963. L’anno successivo, nel 1964, l’auto fu intercettata e acquistata da Fritz Schlumpf, il magnate tessile ossessionato dalle auto d’epoca. Da allora, il telaio #0230MM è diventato uno dei pezzi pregiati esposti al Musée National de l’Automobile (Collezione Schlumpf) a Mulhouse, in Francia, dove si trova ancora oggi, splendente nella sua carrozzeria Scaglietti del ’55. [1, 2, 12, 13]
Se si ipotizzasse di poter acquistare la Ferrari 250 MM di Luigi Pericle e Rossellini (il cui valore collezionistico supera i 4-5 milioni di euro) per sottoporla a un restauro totale meccanico e ciclistico e portarla a correre la Mille Miglia, i costi complessivi stimati oscillerebbero complessivamente tra i 450.000 € e i 750.000 €. [1, 2]
Trattandosi di un’auto da corsa ufficiale del 1953 con un motore V12 Colombo ad altissime prestazioni, i costi si dividono in tre macro-aree: [1]
1. Il restauro meccanico e ciclistico (Stima: 300.000 € – 550.000 €)
La vettura è ferma da decenni in un museo (conservata ma non marciante). Per rimetterla in pista in totale sicurezza non basta un semplice tagliando, serve un restauro meccanico “filologico”: [3, 4]
- Ricostruzione del motore V12 Colombo: Smontaggio totale, radiografia dell’albero motore e del monoblocco per verificare microfratture, sostituzione di pistoni, valvole e bielle su misura. Solo la revisione specialistica di un V12 Ferrari d’epoca di questa caratura può costare tra i 150.000 € e i 250.000 €.
- Trasmissione e differenziale: Proprio il differenziale si ruppe con Rossellini nel ’53. Ricreare ingranaggi e componenti della trasmissione con metallurgia moderna ma specifiche storiche richiede circa 50.000 €. [5]
- Impianto frenante e ciclistica: I freni a tamburo idraulici e le sospensioni d’epoca devono essere ricostruiti da zero per garantire la sicurezza a 180 km/h durante la gara (circa 40.000 €). [6]
- Certificazione Ferrari Classiche: Per correre ed essere storicamente inattaccabile, l’auto deve ottenere il “Libretto Rosso” di Maranello, un processo di certificazione ufficiale che richiede ispezioni approfondite e componenti marchiati dalla fabbrica (costo indicativo: 30.000 € – 50.000 €).
2. Preparazione specifica per la Mille Miglia (Stima: 50.000 € – 80.000 €)
La Mille Miglia storica impone rigidi standard di sicurezza gestiti dalla FIA (Federazione Internazionale dell’Automobile):
- Passaporto Tecnico FIA HTP: Indispensabile per iscrivere l’auto alle gare internazionali.
- Sistemi di sicurezza moderni obbligatori: Installazione di un impianto di estinzione automatico fisso, serbatoio di sicurezza flessibile da corsa (omologato FIA) nascosto all’interno di quello originale in alluminio, e triplo sistema di distacco elettrico.
3. Tassa di iscrizione e logistica della gara (Stima: 35.000 € – 50.000 €)
- Quota di iscrizione: L’iscrizione base alla Mille Miglia per un equipaggio privato si aggira intorno ai 12.000 € – 15.000 € (la tariffa Gold/Platinum con servizi inclusi supera i 20.000 €).
- Team di assistenza meccanica al seguito: Una Ferrari 250 MM non può affrontare 1.600 km di strada aperta senza un furgone di supporto tecnico con meccanici specializzati in auto d’epoca, ricambi dedicati, carburante speciale e carrello per il trasporto. Gestire questo supporto per i 4 giorni di gara costa tra i 20.000 € e i 30.000 €.
Nota di idoneità: Essendo il telaio #0230MM un modello che ha effettivamente preso parte alla Mille Miglia di velocità originale (nel 1953 con Rossellini), l’auto avrebbe il coefficiente di priorità massimo e l’accettazione garantita al 100% da parte del comitato organizzatore. [5]
Per affrontare un intervento così straordinario su una vettura dal valore milionario come la 250 MM Vignale/Scaglietti, non ci si può affidare a una normale officina. Servono i “guru” della Motor Valley emiliana, specialisti che possiedono i disegni storici dell’epoca e sanno come mettere le mani sul motore V12 Colombo e sulle carrozzerie in alluminio battute a mano.
Ecco i pochissimi nomi al mondo in grado di eseguire un lavoro di questa portata per rimetterla in pista:
1. Il canale ufficiale: Dipartimento Ferrari Classiche (Maranello)
È il punto di riferimento assoluto. Il restauro avviene direttamente all’interno della fabbrica di Maranello nelle Officine Classiche Ferrari. [1, 2]
- Perché loro: Hanno l’archivio storico originale con le schede di montaggio della vettura del 1952. Se un pezzo del motore o del differenziale è introvabile, la fonderia interna di Ferrari può rifonderlo da zero usando gli stampi originali. Inoltre, effettuare il lavoro qui garantisce l’immediato rilascio del “Libretto Rosso” (la Certificazione di Autenticità). [1, 3, 4]
2. I re della Meccanica V12: Toni Auto (Maranello)
Fondata da Silvano Toni (storico meccanico che lavorava sui motori da corsa dell’epoca) e oggi portata avanti dai figli Davide e Andrea, l’officina Toni Auto Maranello è una leggenda tra i collezionisti internazionali. [5, 6]
- Perché loro: Sono considerati tra i massimi esperti planetari nella ricostruzione e messa a punto dei motori V12 Colombo. Conoscono ogni singolo bullone, tolleranza meccanica e segreto di questi propulsori degli anni ’50 e preparano regolarmente le vetture dei collezionisti che corrono la Mille Miglia storica.
3. I maestri della Carrozzeria: Brandoli (Modena)
Se la meccanica va curata da Toni o a Maranello, la carrozzeria in alluminio modificata da Scaglietti nel 1955 richiede degli storici “battilastra”. Il nome di riferimento è Brandoli. [7]
- Perché loro: Il fondatore Egidio Brandoli ha lavorato direttamente dentro la Carrozzeria Scaglietti dal 1963 al 1979, arrivando a dirigerne il reparto restauri. Nessuno meglio di loro conosce la tecnica con cui Sergio Scaglietti modellava i corpi vettura in alluminio negli anni ’50. Sono in grado di raddrizzare, verificare e ripristinare il telaio tubolare e le lastre metalliche rispettando la storicità dell’auto al millimetro. [7]
4. Il polo d’eccellenza: Carrozzeria Zanasi (Maranello)
La Carrozzeria Zanasi collabora strettamente con la Ferrari fin dal 1964 per la verniciatura e la finitura delle vetture speciali. [8]
- Perché loro: Ha un reparto “Classic” eccezionale che cura restauri “dadi e bulloni” totali, occupandosi sia della cura maniacale dei dettagli estetici e dei materiali d’epoca, sia della preparazione dell’auto per superare i rigidi controlli di Maranello. [8]
Come si procederebbe nella realtà?
Generalmente, per pezzi unici di questo calibro, il collezionista privato si affida a una combinazione di queste realtà (ad esempio la meccanica da Toni Auto e la carrozzeria da Brandoli) oppure consegna le chiavi direttamente a Ferrari Classiche, che supervisiona l’intero progetto coordinando i migliori artigiani della zona. [1, 8]
[3] https://modena-motorservice.ferraridealers.com
[6] https://madeinmotorvalley.it
[8] https://www.zanasigroup.com
[2] https://www.carrozzieri-italiani.com
[4] https://simanaitissays.com
[6] https://www.automobileweb.net
[8] https://www.racingsportscars.com
[9] https://simanaitissays.com
[10] https://mediapop-editions.fr
[13] https://barchetta.mediacenter.plus
[1] https://supercarnostalgia.com
[2] https://simanaitissays.com
[5] https://www.carandfriends.it
[6] https://archive.nytimes.com
[7] https://www.enzoslegacy.com
[8] https://supercarnostalgia.com
[9] https://travelinggentleman.com
[1] https://www.carandfriends.it