Facevo un giro nella Time Machine Europe per vedere chi ne fa parte (ricordo la fellowship dell’archivio Luigi Pericle https://luigipericle.org/2026/04/06/ascona-time-capsule-fellowship-2025/ ) e sono incappato in questo progetto :
Ha avuto riscontri favorevoli https://csl.sony.fr/projects/mihy-save-us/ ?
Sì, il progetto Mi-Hy ha ottenuto importanti riscontri favorevoli e prestigiosi riconoscimenti sia in ambito scientifico che culturale.
I principali successi e riscontri del progetto includono:
- Riconoscimento della FAO (ONU): Il ricercatore Lenon Modesto è stato invitato a presentare Mi-Hy a Roma presso l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO) durante il World Food Forum Flagship Event. È stato selezionato come uno dei soli nove giovani ricercatori a livello mondiale all’interno della sessione dedicata al futuro dell’alimentazione guidato dai giovani.
- Esposizione alla Triennale di Milano: L’installazione monumentale Spika (una struttura di sei metri che unisce piante idroponiche, circuiti luminosi alimentati da celle a combustibile microbico e superfici bio-ricettive) è stata esposta alla Triennale di Milano. L’esposizione ha riscosso successo nel trasformare la ricerca scientifica di laboratorio in un’esperienza culturale condivisa, aprendo un dibattito pubblico sull’etica e l’equilibrio ecologico dei sistemi alimentari.
Desideri approfondire i dettagli tecnici del funzionamento della tecnologia microbica-idroponica o vuoi saperne di più sull’architettura dell’installazione Spika?
ma è implementata ? Aiuta concretamente ?
Il progetto non è ancora commercializzato su larga scala né implementato nei supermercati o nelle normali aziende agricole, ma ha superato la fase puramente teorica del laboratorio ed è attualmente in una fase di implementazione prototipale avanzata e test sul campo. [1, 2]
Ecco lo stato reale del progetto e come sta concretamente dimostrando la sua utilità:
Com’è implementato oggi?
- Il prototipo operativo SPIKA: Il sistema è uscito dai laboratori scientifici attraverso l’installazione su scala architettonica SPIKA. È stato completato un stress-test operativo durato sette mesi in un ambiente pubblico reale (la Triennale di Milano), dimostrando che il sistema è stabile, robusto e in grado di far crescere diverse specie di piante aromatiche e ornamentali senza problemi tecnologici. [1]
- Finanziamento Horizon Europe: Si tratta di un progetto di ricerca internazionale supportato dall’Unione Europea con circa 3,5 milioni di euro (coordinato dall’Università KU Leuven in collaborazione con Sony CSL e altri partner), con una tabella di marcia scientifica attiva fino alla fine del 2027 per perfezionare la tecnologia prima di un eventuale rilascio commerciale. [1, 2]
Come aiuta concretamente (i vantaggi reali)?
La tecnologia alla base di Mi-Hy punta a risolvere tre problemi enormi dell’agricoltura moderna in modo del tutto autosufficiente: [1, 2]
| Problema Attuale | Come aiuta Mi-Hy | Impatto Concreto |
|---|---|---|
| Dipendenza da fertilizzanti chimici | Crea una “rizosfera artificiale” (un ecosistema di microbi ingegnerizzati intorno alle radici) che estrae autonomamente i nutrienti. | Elimina i fertilizzanti sintetici, riducendo l’inquinamento del suolo e i costi di produzione. |
| Consumo e spreco di acqua | Il sistema si alimenta utilizzando acque reflue domestiche (acque grigie/scarichi). | I microbi delle celle a combustibile purificano l’acqua catturando azoto e fosforo dai rifiuti e trasformandoli in nutrimento per le piante. |
| Consumo energetico della coltivazione indoor | Le celle a combustibile microbico (MFC) generano elettricità sfruttando il metabolismo dei batteri mentre depurano l’acqua. | Questa bio-elettricità pulita viene usata direttamente per alimentare i sensori del sistema e parte dei circuiti LED per la crescita delle piante. |
In sintesi: Non puoi ancora comprare un sistema Mi-Hy per il balcone di casa tua, ma gli scienziati hanno dimostrato che la tecnologia funziona concretamente su scala reale. Il suo obiettivo finale è permettere alle città del futuro di produrre cibo a chilometro zero riciclando le proprie acque di scarico e autoproducendo l’energia necessaria. [1, 2, 3]