
Prima di tutto fatevi un giro https://www.chateauallaman.com/ : Il castello di Allaman ( in francese : Château d’Allaman ) è un castello situato nel comune di Allaman , nel cantone di Vaud , in Svizzera . Le sue origini risalgono all’XI/XII secolo, ma le componenti principali furono costruite da Luigi, duca di Savoia – conte di Vaud, nel 1253.
Il ricco filantropo ginevrino conte Jean-Jacques de Sellon (figlio di Hortense Gallatin, sorella di Albert Gallatin ), che possedette la proprietà fino al 1839, diede alloggio nel castello, tra molti altri, a rifugiati politici come il fratello di Napoleone Giuseppe Bonaparte , [ 2 ] l’imperatrice Giuseppina di Beauharnais , il duca di Bassano , il conte Camille Cavour , Voltaire, nonché a Franz Liszt e George Sand .
Nel 1820 de Sellon fondò la Società per la Pace, precursore della Società delle Nazioni e dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU), e nel 1830 si tenne il Primo Vertice Internazionale per la Pace nel Castello di Allaman. Da allora, il castello è stato anche chiamato Castello della Pace . [ 3 ] De Sellon fu anche determinante nell’abolizione della pena di morte in Svizzera .
Questo è il frutto della ricerca sulla pace che parte naturalmente da casa mia e si ramifica seguendo il fil rouge della PACE …
Approfondendo le bio dei miei vicini di casa, per quanto riguarda Von Schulemburg (Via del Roccolo …) Trovo la International Arbitration and Peace Association nella bio di Berta von Suttner (Giù le armi, premio Nobel per la pace, 2a donna a ricevere un Nobel dopo Marie Curie). Cerco tutte le associazioni internazionali per la pace e gli sforzi fatti fino ad oggi …
Ecco un quadro completo su Werner von der Schulenburg e il suo legame con il Roccolo di Ascona.
Werner von der Schulenburg e il Roccolo di Ascona
Chi era
Werner (Gebhard Werner) von der Schulenburg nacque a Pinneberg il 9 dicembre 1881 e morì a Caslano il 29 marzo 1958. Scrittore e pubblicista, discendeva dall’antica stirpe nobiliare tedesca dei von der Schulenburg.
L’arrivo ad Ascona e il Roccolo
Nel 1919 si trasferisce ad Ascona e s’insedia sotto il Monte Verità, la comunità di artisti e intellettuali che frequenta regolarmente.
Egli prese in affitto il “Dichterturm” (torre dei poeti), il cosiddetto Roccolo — un’antica torre per la caccia agli uccelli — che prima di lui era già stato abitato dalla puppaia Käthe Kruse.
Acquistò il Roccolo, una torretta con rustico su una collina, e lo trasformò in un luogo dove ricevere ospiti illustri da tutto il mondo. Tra gli ospiti che frequentarono quella cerchia si annoveravano filosofi e intellettuali di primo piano: Max Scheler, Leopold von Wiese, Oskar Walzel e Otto Niemeyer-Holstein.
Il Roccolo come luogo letterario e culturale
Il Roccolo divenne ben presto un polo creativo. In questo periodo Schulenburg stese le prime bozze per il romanzo Der König von Korfu.
Nel Roccolo-Turm di Ascona il drammaturgo Reinhard Goering elaborò il suo dramma antimilitarista Die Seeschlacht. La torre era quindi uno spazio condiviso e frequentato dall’élite intellettuale europea dell’epoca.
Schulenburg traspose la propria esperienza asconese anche in letteratura: pubblicò la novella Briefe vom Roccolo. Eine Tessiner Novelle, illustrata da Hanny Fries, edita nel 1958 dalla Arche di Zurigo, e il romanzo Tre Fontane. Ein Tessiner Roman (1961, Franz Decker Verlag, Schmiden bei Stuttgart).
La fuga dall’agitazione di Ascona
Per sfuggire all’irrequietezza sociale di Ascona, acquistò nel vicino Val Onsernone la tenuta di castagni “La Monda”, dove riceveva solo gli ospiti più intimi. Comprò anche un rifugio ad Auressio in Ticino, nel quale si ritirava a scrivere e studiare.
Il Roccolo come presidio antinazista
Negli anni Trenta e durante la guerra, il Roccolo assunse una valenza politica: Schulenburg ospitava nel suo Roccolo di Ascona personalità antinaziste che volevano che Mussolini non si alleasse con Hitler. In costante contatto con l’ex ambasciatore a Roma Ulrich von Hassel, Schulenburg praticò una resistenza senza compromessi contro il regime nazista, diffondendo quest’idea tra italiani e tedeschi.
Il Roccolo di Ascona fu dunque molto più di una residenza: torre medievale per la caccia, poi rifugio poetico, poi salotto intellettuale europeo e infine avamposto di resistenza culturale e politica. Un luogo che incarna perfettamente lo spirito di Monte Verità.
Quindi ora estendiamo il campo di ricerca, e vediamo emergere un vero e proprio filone internazionale della pace, che attraversa il XIX e il XX secolo e coinvolge politici, filosofi, giuristi, religiosi, industriali e premi Nobel.
La cosa sorprendente è che molte di queste organizzazioni sono legate tra loro da persone che ricorrono continuamente: Frédéric Passy, William Randal Cremer, Bertha von Suttner, Henri La Fontaine e altri. (Inter-Parliamentary Union)
Le origini (1815–1870)
Dopo le guerre napoleoniche nascono le prime società pacifiste.
- New York Peace Society (1815)
- Peace Society (1816)
Erano movimenti soprattutto protestanti e quaccheri che sostenevano il rifiuto della guerra e la risoluzione morale dei conflitti. (diva-portal.org)
Il periodo dell’arbitrato internazionale (1870–1900)
Qui compare l’idea moderna:
gli Stati devono risolvere le controversie davanti a un tribunale internazionale.
Nascono:
- International Arbitration League (1870)
- International Arbitration and Peace Association (1880)
Quest’ultima, quella che hai trovato nella biografia di Bertha von Suttner, era molto innovativa:
- ammetteva donne negli organi dirigenti;
- non era limitata ai cristiani;
- accettava la guerra difensiva;
- voleva creare un tribunale internazionale permanente. (Wikipedia)
La nascita della diplomazia parlamentare
Nel 1889 nasce la
Inter-Parliamentary Union
fondata da Passy e Cremer.
È una data fondamentale.
Per la prima volta parlamentari di diversi Paesi si incontrano regolarmente per evitare le guerre.
L’IPU contribuirà direttamente alla nascita di:
- le Conferenze dell’Aia;
- la Corte Permanente di Arbitrato;
- la futura Società delle Nazioni;
- in seguito anche alle Nazioni Unite. (Inter-Parliamentary Union)
Il Bureau internazionale della pace
Nel 1891 nasce il
a Berna (poi Ginevra).
È probabilmente la più importante organizzazione pacifista della Belle Époque.
Funzionava come coordinamento mondiale di tutte le società pacifiste.
Ricevette il Premio Nobel nel 1910. (Wikipedia)
Le Conferenze dell’Aia
1899
1907
Sono il primo tentativo serio di costruire un ordine giuridico internazionale.
Da esse nasce
- la Permanent Court of Arbitration
che esiste ancora oggi all’Aia. (The United Nations Office at Geneva)
Bertha von Suttner
La sua importanza è enorme.
Il romanzo Giù le armi! (1889)
diventa il manifesto del pacifismo europeo.
Fu in stretti rapporti con:
- Alfred Nobel
- Frédéric Passy
- Henri Dunant
- International Peace Bureau
- International Arbitration and Peace Association
È generalmente considerata una delle persone che convinsero Nobel a creare il Premio Nobel per la Pace.
Dopo la Prima guerra mondiale
Il movimento cerca una struttura politica.
Nascono:
- League of Nations
- Permanent Court of International Justice
L’idea è sempre la stessa:
sostituire la guerra con il diritto internazionale. (The United Nations Office at Geneva)
Dopo il 1945
Le principali istituzioni diventano:
- United Nations
- International Court of Justice
- UNESCO
- International Atomic Energy Agency
- Organization for Security and Co-operation in Europe
- Pugwash Conferences on Science and World Affairs
- International Campaign to Abolish Nuclear Weapons
Un filo rosso
Se metti tutti questi nomi su una linea temporale compare una genealogia sorprendente:
Peace Society
↓
International Arbitration League
↓
International Arbitration and Peace Association
↓
Inter-Parliamentary Union
↓
International Peace Bureau
↓
Conferenze dell’Aia
↓
Permanent Court of Arbitration
↓
Società delle Nazioni
↓
ONU
↓
Corte Internazionale di Giustizia
Questa continuità è ben documentata dagli storici delle istituzioni internazionali. (Inter-Parliamentary Union)
Un collegamento con Ascona
C’è un ulteriore aspetto che potrebbe interessarti. Tra il 1900 e il 1930 il Monte Verità fu frequentato da riformatori sociali, vegetariani, teosofi, anarchici, femministe, pedagogisti e sostenitori della cooperazione internazionale. Non era un movimento pacifista unitario, ma molte delle persone che vi gravitavano condividevano l’idea di superare il nazionalismo, il militarismo e i conflitti attraverso una trasformazione della coscienza e della società. Questo rende plausibile che figure come Werner von der Schulenburg, attraverso le loro reti culturali, fossero in contatto con ambienti affini al grande movimento pacifista internazionale della Belle Époque, anche se ogni singolo legame va verificato documentalmente.
La guerra è fuori legge dal trattato di Parigi, approfondisci
Sì. Dal punto di vista del diritto internazionale, questa è una delle grandi svolte del XX secolo, ma è anche una delle meno conosciute.
Quello che comunemente viene chiamato “Trattato di Parigi” è in realtà il Patto Kellogg-Briand, firmato a Parigi il 27 agosto 1928. Il suo nome ufficiale è General Treaty for Renunciation of War as an Instrument of National Policy (“Trattato generale per la rinuncia alla guerra come strumento di politica nazionale”). (Ufficio del Nostro Storico)
La rivoluzione giuridica
Prima del 1928 la guerra era considerata un diritto sovrano degli Stati (jus ad bellum). Uno Stato poteva dichiarare guerra per:
- conquistare territori;
- recuperare crediti;
- espandere il proprio impero;
- perseguire interessi politici.
La guerra era regolata dal diritto internazionale (ad esempio dalle Conferenze dell’Aia), ma non era proibita.
Il Patto Kellogg-Briand cambia questo principio.
L’articolo I afferma:
“Le Alte Parti Contraenti dichiarano solennemente… di condannare il ricorso alla guerra per la soluzione delle controversie internazionali e di rinunciarvi quale strumento di politica nazionale.” (Avalon Project)
L’articolo II aggiunge che tutte le controversie devono essere risolte con mezzi pacifici. (Avalon Project)
Questa è una vera rivoluzione: per la prima volta gli Stati dichiarano che la guerra offensiva è illegittima.
Chi lo promosse
I principali artefici furono:
- Aristide Briand
- Frank B. Kellogg
Tra i sostenitori vi furono anche figure del movimento pacifista come:
- Bertha von Suttner (morta nel 1914, ma ispiratrice morale del movimento)
- Frédéric Passy
- William Randal Cremer
Questi ultimi avevano promosso per decenni l’idea dell’arbitrato internazionale e della messa al bando della guerra.
Perché tutti pensano che sia stato un fallimento?
Perché, pochi anni dopo:
- il Giappone invade la Manciuria;
- l’Invasione italiana dell’Etiopia;
- la Seconda guerra mondiale.
Molti storici conclusero che il Patto fosse stato inutile.
Ma negli ultimi vent’anni questa interpretazione è stata rivalutata. Giuristi e storici del diritto sostengono che il Patto cambiò il quadro giuridico mondiale, anche se non riuscì a impedire immediatamente le aggressioni. (Tulane University Journals)
La conseguenza più importante: Norimberga
Il Patto ebbe un effetto enorme dopo il 1945.
Per la prima volta si affermò che:
iniziare una guerra di aggressione è un crimine personale.
Al Processo di Norimberga i dirigenti nazisti furono accusati anche del crimine contro la pace, cioè di aver pianificato e scatenato una guerra di aggressione. La base giuridica di questa imputazione derivava in larga misura dal Patto Kellogg-Briand. (Wikipedia)
Questa fu una novità radicale: prima si punivano le violazioni delle leggi di guerra; dopo il 1928 e Norimberga si affermò che può essere criminale anche la decisione stessa di iniziare una guerra.
La Carta delle Nazioni Unite
Nel 1945 il principio viene ulteriormente rafforzato dalla Organizzazione delle Nazioni Unite.
L’articolo 2, paragrafo 4, della Carta vieta agli Stati di ricorrere alla minaccia o all’uso della forza contro l’integrità territoriale o l’indipendenza politica di altri Stati, salvo eccezioni come la legittima difesa o l’autorizzazione del Consiglio di Sicurezza. Questo divieto rappresenta oggi uno dei principi fondamentali del diritto internazionale. (Wikipedia)
Il paradosso
Il Patto è ancora formalmente in vigore per molti Stati.
Non ha eliminato le guerre, ma ha cambiato la loro legittimazione. Prima del 1928 uno Stato poteva dichiarare apertamente di fare una guerra di conquista. Oggi, quasi nessuno rivendica apertamente una guerra di aggressione come giuridicamente lecita: gli Stati tendono invece a giustificare l’uso della forza come autodifesa, intervento su invito, operazione umanitaria o altra eccezione prevista dal diritto internazionale. Questo riflette il mutamento normativo introdotto dal Patto e consolidato dalla Carta ONU. (Wikipedia)
Per il filone che stai seguendo (Bertha von Suttner, il pacifismo internazionale e Monte Verità), il Patto Kellogg-Briand rappresenta il punto di arrivo di una lunga tradizione iniziata con le società pacifiste dell’Ottocento: l’idea che la guerra non dovesse solo essere limitata, ma dichiarata illegale come strumento della politica internazionale.
Ma allora perché nessuno porta in tribunale Trump per esempio ?
La domanda tocca un punto centrale del diritto internazionale: chi ha il potere di giudicare un capo di Stato per il ricorso alla forza? La risposta è più complessa del semplice “la guerra è illegale”.
Per quanto riguarda Donald Trump, non esiste oggi una sentenza o un procedimento internazionale che lo abbia incriminato per il crimine di aggressione.
I motivi principali sono questi:
- La giurisdizione è limitata. Il International Criminal Court può perseguire il crimine di aggressione solo in condizioni molto restrittive. Gli Stati Uniti non sono parte dello Statuto di Roma e non riconoscono la giurisdizione della Corte sui propri cittadini in via generale.
- Il Consiglio di Sicurezza. Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite può deferire situazioni alla Corte, ma gli Stati Uniti sono membri permanenti e dispongono del diritto di veto. In pratica, è estremamente improbabile che il Consiglio deferisca un caso contro un proprio membro permanente.
- Il crimine di aggressione ha una definizione molto specifica. Non basta aver ordinato un’azione militare. Occorre dimostrare che vi sia stato un “atto di aggressione” da parte di uno Stato e che il leader abbia pianificato, preparato, iniziato o eseguito un’aggressione che costituisca una violazione manifesta della Carta ONU.
- Le controversie sull’uso della forza sono spesso giuridicamente controverse. Ad esempio, gli attacchi missilistici statunitensi in Siria nel 2017 e nel 2018 sono stati considerati da alcuni giuristi contrari alla Carta ONU, mentre altri hanno sostenuto diverse giustificazioni. L’assenza di consenso giuridico e di un foro con giurisdizione rende improbabile un processo penale.
Lo stesso vale per altri leader. Ad esempio, il mandato d’arresto emesso dalla Corte penale internazionale contro Vladimir Putin riguarda presunti crimini di guerra (deportazione illegale di minori), non il crimine di aggressione. La Corte, nelle circostanze attuali, non può esercitare la giurisdizione sul crimine di aggressione relativo alla guerra in Ucraina nei confronti della leadership russa, per limiti previsti dallo Statuto di Roma.
Questo mette in luce una tensione del sistema internazionale:
- Sul piano normativo, dal 1928 e soprattutto dal 1945, la guerra di aggressione è vietata.
- Sul piano dell’applicazione, manca spesso un meccanismo universale ed efficace per perseguire i leader delle grandi potenze.
Per questo molti studiosi distinguono tra l’esistenza di una norma giuridica e la sua effettiva applicazione. Il divieto dell’aggressione è ampiamente riconosciuto nel diritto internazionale; la sua enforcement rimane invece fortemente condizionata dalla struttura politica del sistema internazionale, in particolare dal ruolo dei membri permanenti del Consiglio di Sicurezza.
Vedi anche : https://andreabiascacaroni.org/2025/07/20/network-pericle-scrigno/comment-page-1/#comment-133
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